Caso Livarna, il Comune dice basta: “Intervento urgente di istituzioni italiane e slovene contro i fumi”

Cambio di strategia da parte del Comune per affrontare l’annosa questione della Livarna. Alla luce di quanto accaduto lo scorso 25 aprile, quando una colonna di fumo scuro e denso proveniente dalla fonderia di Salcano a ridosso del confine si è riversata sulla zona nord di Gorizia, e del fatto che dall’aprile 2025 le segnalazioni dei residenti delle esalazioni maleodoranti sono via via aumentate, il sindaco Rodolfo Ziberna ha inviato una richiesta di informazioni e chiarimenti all’azienda stessa e a una serie di enti e istituzioni italiani e sloveni a vario titolo coinvolti, fra cui i ministeri degli Affari esteri e dell’Ambiente e la Commissione europea. Con la missiva si chiede un intervento urgente in materia di emissioni atmosferiche transfrontaliere e in particolare di avere delucidazioni sull’attività produttiva, sul controllo e sul monitoraggio della stessa, oltre che di assicurare il rispetto degli obblighi internazionali e comunitari a tutela dell’incolumità dei cittadini.
A illustrare il contenuto della comunicazione è stato l’assessore comunale all’Ambiente, Francesco del Sordi, insieme a Licinio Gardin e ad Andrea Bais del Settore Tutela dell’Ambiente del Comune. “Ormai da troppo tempo non abbiamo risposte su questo problema che affligge la città fin dagli anni ‘50 e che dopo molti anni di "pace" si è fortemente riacuito negli ultimi 12 mesi. Per questo abbiamo deciso di avviare un cambio di strategia a fronte del fatto che il sistema di segnalazione dei cittadini che stiamo utilizzando ha indicato una recrudescenza della problematica. A settembre dello scorso anno siamo arrivati a quota 140 segnalazioni mensili. Auspichiamo che la nostra comunicazione sortisca qualche effetto e che ci sia la necessaria collaborazione per arrivare a una soluzione”, ha spiegato l’assessore, facendo riferimento ai dati del Sistema di raccolta delle segnalazioni di molestie olfattive ad ARPA FVG.
Nella lettera si parla della grande preoccupazione per il ripresentarsi della problematica, dato che si tratta della stessa situazione vissuta tra il 2008 e il 2009. Dopo l’elenco dei principi e delle normative di diritto internazionale, europeo e nazionale, la lettera invita e sollecita la Livarna a porre in essere con la massima urgenza ogni misura volta a far cessare le emissioni moleste nel territorio italiano e a inviare le attestazioni di rispondenza degli impianti alle normative. All’Ispettorato sloveno per l’ambiente si domanda di provvedere all’ispezione e al controllo dello stabilimento per attestarne la conformità, all’Agenzia slovena per l’ambiente ARSO di fornire i dati del monitoraggio delle emissioni del 25 aprile, ai ministeri degli Affari esteri e dell’Ambiente di attivare i canali di cooperazione con le omologhe autorità slovene per assicurare il rispetto degli obblighi internazionali e comunitari, alla Regione e all’Arpa di attivare un programma di monitoraggio congiunto insieme con ARSO sulla qualità dell’aria nell’area di confine.
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