Goletta Verde, Trieste brilla nel monitoraggio delle acque: “Fare il bagno? In tutta sicurezza!”

È partita da Trieste la 39ª edizione della Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente dedicata alla salute dei nostri mari e corsi d'acqua. A dare il via al viaggio di quest’anno è stata proprio Elisa Turiani, portavoce nazionale dell’iniziativa, che ai microfoni di Trieste Cafe ha spiegato: «Quest’anno toccheremo 15 regioni italiane affacciate sul mare, partendo proprio dal Friuli Venezia Giulia. Il nostro obiettivo è quello di denunciare le situazioni di scarsa o assente depurazione, ma anche di portare all’attenzione pubblica temi fondamentali come la biodiversità, la presenza delle specie aliene, i cambiamenti climatici e l’energia da fonti rinnovabili come l’eolico offshore».
Un tour nazionale con tappe di sensibilizzazione, eventi e laboratori, partiti proprio ieri a Trieste e destinati a concludersi il 9 agosto in Liguria. «Registriamo con piacere – ha sottolineato Turiani – una crescente sensibilità da parte della cittadinanza: lo abbiamo visto anche ieri con l’elevata partecipazione ai nostri eventi. La consapevolezza ambientale sta crescendo, ma serve ancora fare rete e collegare le criticità alle opportunità, sia a livello istituzionale che locale».
Acque marine e fiumi: dati positivi ma non bisogna abbassare la guardia
A fornire un quadro più tecnico è stato Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente FVG, anche lui intervenuto davanti alle telecamere di Trieste Cafe. «Abbiamo effettuato dieci campionamenti: sei a mare e quattro presso le foci dei fiumi Tagliamento, Isonzo, Stella e presso il depuratore di Vignano in laguna. Tutti i dati risultano entro i limiti di legge, un segnale certamente positivo».
Ma nonostante i risultati rassicuranti, Legambiente lancia un appello alla prudenza: «Esistono ancora tre problemi principali che vanno affrontati. Il primo è l’elevata presenza di fognature che scaricano direttamente nei corsi d’acqua. Il secondo riguarda i piccoli depuratori, spesso con efficienza depurativa insufficiente. Il terzo punto critico è la gestione dell’acqua piovana, che viene smaltita troppo in fretta verso il mare: in tempi di siccità e fenomeni estremi, trattenere quest’acqua può diventare una risorsa fondamentale per l’ambiente e per le comunità».
Per quanto riguarda Trieste e la sua fascia costiera, Cargnelutti ha confermato che i tre campionamenti eseguiti sono risultati tutti nella norma. «Sì, si può fare il bagno in totale tranquillità – ha affermato – e anche i controlli costanti di ARPA confermano la qualità delle acque triestine».
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