Giornata della visibilità transgender, martedì a Trieste evento aperto per dare voce e creare rete (VIDEO)
La giornata della visibilità transgender del 31 marzo 2026 si trasforma a Trieste in un segnale pubblico rivolto all’intera città. Non solo un momento simbolico, ma un’iniziativa concreta pensata per aprire uno spazio di confronto, ascolto e partecipazione. Nel corso della trasmissione condotta da Luca Marsi, Alex Lunardon, presidente di Arcigay, e Nicholas Rebessi di Euphoria Trans FVG hanno presentato un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole incidere sul modo in cui il tema viene percepito e vissuto a livello locale.
L’evento si terrà dalle 18 in Viale Terza Armata 20, con ingresso libero, e si inserisce in un percorso più ampio fatto di attività, presenza e lavoro associativo sul territorio.
La visibilità come atto pubblico e condiviso
Secondo quanto spiegato da Alex Lunardon, il senso della giornata è dare spazio ai vissuti delle persone transgender, permettendo a chi partecipa di ascoltare esperienze dirette e comprendere meglio le difficoltà che possono emergere nella vita quotidiana. In questo contesto, la visibilità transgender assume un valore pubblico: non riguarda solo chi vive direttamente queste esperienze, ma chiunque voglia informarsi, capire e confrontarsi.
L’iniziativa è stata descritta come una “sede aperta”, una formula che punta a ridurre le distanze e a rendere l’incontro accessibile anche a chi non ha mai avuto contatti con queste realtà. L’obiettivo, come emerso in diretta, è creare uno spazio in cui le persone possano sentirsi libere di partecipare, ascoltare e, se lo desiderano, intervenire.
Un momento di confronto per tutta la città
Nel corso della trasmissione è stato sottolineato che il pomeriggio del 31 marzo non è rivolto esclusivamente a chi sta affrontando un percorso personale. Alex Lunardon ha chiarito che l’incontro può essere utile anche a chi è “totalmente estraneo” a questa realtà e vuole capire com’è la situazione a Trieste.
Questo aspetto rappresenta uno degli elementi più significativi dell’evento. La giornata della visibilità transgender viene proposta come un momento di apertura verso la città, in cui il tema esce dagli ambiti ristretti e diventa occasione di confronto pubblico. In questo senso, l’appuntamento assume anche una dimensione informativa e culturale, capace di coinvolgere un pubblico più ampio.
Informazione, partecipazione e clima positivo
Nicholas Rebessi ha spiegato che l’incontro sarà strutturato anche attraverso una serie di domande rivolte al pubblico, con l’intento di stimolare la partecipazione e favorire la comprensione del tema. Dove necessario, saranno gli organizzatori stessi a intervenire per chiarire e approfondire.
L’obiettivo dichiarato è quello di fare informazione in modo accessibile e allo stesso tempo creare un momento di condivisione in un clima positivo. Rebessi ha sottolineato l’importanza di costruire un ambiente in cui le persone possano conoscersi, parlare e sentirsi parte di una rete, anche perché spesso chi si avvicina a questi percorsi vive situazioni di isolamento.
Un segnale che nasce dal lavoro associativo
L’evento del 31 marzo non nasce in modo isolato, ma si inserisce nel lavoro quotidiano portato avanti da Arcigay ed Euphoria Trans FVG. Nel corso della diretta è stato ricordato come queste realtà siano impegnate nel fornire supporto, informazioni e occasioni di incontro, contribuendo a rendere più accessibili percorsi che altrimenti rischierebbero di restare difficili da affrontare.
La scelta di organizzare una giornata aperta alla cittadinanza rappresenta quindi una naturale estensione di questo impegno. Non solo supporto individuale, ma anche volontà di creare momenti pubblici in cui il tema possa essere affrontato in modo diretto e condiviso.
Trieste tra percezione e realtà
Nel dialogo in studio è emerso anche un elemento legato al contesto cittadino. Trieste è stata descritta come una realtà in cui esistono esperienze positive, ma anche criticità. Nicholas Rebessi ha parlato di una situazione “50 e 50”, mentre Alex Lunardon ha sottolineato il peso ancora forte del giudizio sociale.
In questo quadro, la giornata della visibilità transgender assume un significato ulteriore: quello di contribuire a rendere più visibile una realtà che esiste già, ma che non sempre trova spazio nel dibattito pubblico. L’evento diventa così anche un’occasione per mettere in relazione percezioni diverse e per offrire uno sguardo più diretto su ciò che accade realmente.
Un invito aperto alla partecipazione
Il messaggio finale emerso dalla trasmissione è chiaro: l’appuntamento del 31 marzo è aperto a tutti. Non sono richieste iscrizioni e non esistono barriere all’ingresso. Chiunque può partecipare, ascoltare, informarsi e, se lo desidera, contribuire al confronto.
In questo senso, l’iniziativa rappresenta un invito esplicito alla città. Un’occasione per uscire da una conoscenza superficiale del tema e per entrare in contatto diretto con le esperienze, le difficoltà e le realtà associative presenti sul territorio. Un momento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole lasciare un segno non solo nella giornata, ma anche nel modo in cui il tema della visibilità transgender viene percepito a Trieste.
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