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Cronaca

Garlasco, l’impronta 33 riaccende il caso: nuovi dubbi su Sempio e la ricostruzione degli inquirenti

Luca Marsi·
Garlasco, l’impronta 33 riaccende il caso: nuovi dubbi su Sempio e la ricostruzione degli inquirenti

Nuovi sviluppi nel caso di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007, al centro della puntata di questa mattina di “Mattino 5” condotta da Federica Panicucci su Canale 5. L’attenzione si è concentrata sulla cosiddetta impronta 33, elemento chiave che potrebbe riaprire scenari cruciali nelle indagini.

Durante il dibattito, la genetista Marina Baldi ha invitato alla prudenza, sottolineando che “non si può dire con certezza che l’impronta appartenga all’assassino”, spiegando come una traccia di quel tipo “possa essere lasciata in circostanze molto diverse”. Tuttavia, le parole della conduttrice hanno evidenziato le contraddizioni: “all’inizio era considerata l’impronta dell’assassino, poi è stata ridimensionata. Oggi si scopre che le minuzie coincidono con Andrea Sempio: è gravissimo”.

Il confronto si è poi spostato sulla frequentazione di Sempio nella casa di Chiara Poggi. Le testimonianze, ha ricordato la trasmissione, non coincidono: Sempio ha dichiarato di essere stato spesso nell’abitazione, “girando per le stanze”, mentre la madre della vittima e altri familiari hanno affermato il contrario, sostenendo che “non era mai entrato”.

Ulteriore elemento di interesse, la possibilità che la dottoressa Baldi possa entrare come consulente della difesa di Sempio, ipotesi che lei stessa non ha smentito: “c’è stata un’interlocuzione, ma non ho ancora parlato con i legali”.

A fare il punto è stato anche il giornalista in studio, evidenziando come “la strategia difensiva di Sempio sembri oggi molto più strutturata rispetto al passato”, con un team di esperti che punta a chiarire ogni dettaglio tecnico e genetico.

Il mistero dell’impronta 33 resta dunque al centro delle indagini. Una traccia che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere stata lasciata da una mano intrisa di sudore, appoggiata sul muro della scala dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi. Una macchia visibile, che attirò l’attenzione degli investigatori fin dall’inizio e che oggi torna a far discutere l’Italia intera.

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