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Cronaca

Garlasco, il muratore che ha trovato gli attrezzi a Tromello: «Sotto fango da anni, anche uno zaino militare»

Luca Marsi·
Garlasco, il muratore che ha trovato gli attrezzi a Tromello: «Sotto fango da anni, anche uno zaino militare»

Parole semplici, ma dal peso potenzialmente enorme. È intervenuto questa mattina a Morning News, il programma mattutino di Canale 5 condotto da Dario Maltese, il muratore che nei mesi scorsi ha rinvenuto alcuni attrezzi da lavoro in un terreno a Tromello, a pochi chilometri da Garlasco, luogo dell’omicidio di Chiara Poggi. Il suo racconto, trasmesso integralmente in diretta, ha acceso nuovamente i riflettori su uno dei casi più controversi della cronaca nera italiana.

«Ho trovato un attizzatore da camino, una mazzetta e un’ascia», ha dichiarato l’uomo. «L’attizzatore l’ho usato un paio di volte per fare la grigliata, la mazzetta invece non l’ho mai utilizzata, mentre l’ascia sì, tante volte, per il lavoro». Gli oggetti, spiega, erano in pessimo stato, corrosi dall’acqua, coperti dal fango. «Erano lì da tanti anni, secondo me. Sotto il fango ho trovato anche delle bacchette di ferro, sono ancora lì da me».

Il racconto si fa poi ancora più interessante: «Vicino agli attrezzi c’era anche uno zaino tipo militare, marcito dall’acqua. L’ho buttato via insieme ad altri rifiuti, plastica e vetro. C’era anche una malia verde di lana e un sacco nero. Tutto rovinato, ma gli oggetti non erano dentro lo zaino: erano sparsi nella stessa zona, tutti sotto terra».

Il muratore ha raccontato anche il momento in cui si è accorto che la zona veniva ispezionata dagli inquirenti: «Me l’hanno detto quelli che conosco a Gambolò. Ho parlato con uno e mi ha detto: guarda che stanno pulendo lì. E io gli ho risposto: quella parte l’ho pulita io. Se stanno cercando qualcosa, ce l’ho io».

Infine, il colpo di scena: gli inquirenti avrebbero ipotizzato un collegamento diretto. «Quando ho fatto vedere loro gli oggetti, mi hanno detto che potrebbe esserci un collegamento con il delitto», ha affermato.

Il ritrovamento degli attrezzi è attualmente al vaglio degli inquirenti, che stanno valutando la possibile attinenza con l’omicidio avvenuto nell’agosto del 2007. Proprio nei giorni scorsi, il caso è tornato al centro dell’attenzione mediatica anche per via di nuovi accessi agli atti e dell’indagine parallela su Andrea Sempio, nome finito sotto la lente dopo l’iniziativa della famiglia Poggi.

L’intervento dell’operaio, trasparente e spontaneo, ha riacceso le speculazioni. Oggetti abbandonati, materiali dismessi, tracce lasciate nel tempo: elementi che potrebbero rivelarsi tasselli fondamentali o soltanto frammenti scollegati. Ma nella storia di Chiara Poggi, ogni dettaglio non verificato può diventare improvvisamente essenziale.

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