Fvg, lavoratori in nero e gravi carenze sulla sicurezza dei dipendenti: maxi sanzioni per oltre 70 mila euro e attività sospese
Continua l’attività di controllo del Nucleo Ispettorato Carabinieri del Lavoro di Gorizia e il Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia, con la collaborazione dei militari delle Compagnie Carabinieri di Gorizia e Monfalcone, del settore edile volta a prevenire e reprimere il fenomeno dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso, nonché a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Intensificati i controlli sull’intero territorio della provincia isontina attraverso l’attività ispettiva, di natura ordinaria e tecnica, finalizzata alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di sicurezza, salute ed igiene sui luoghi di lavoro. 2 L’esito dei controlli svolti sull’intero territorio provinciale ha consentito di individuare lavoratori non registrati (in nero), nonché inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, quali l’omessa formazione/informazione sulla sicurezza dei lavoratori, la mancata redazione del piano operativo di sicurezza, la presenza di quadri elettrici non a norma, la presenza di aperture nel vuoto non protette, di ponteggi non norma, l’omessa valutazione dei rischi aziendali e il mancato rispetto delle norme in materia di igiene e salute. Sono state controllate complessivamente 12 ditte operanti nel settore dell’edilizia individuate a seguito di attività info-operativa relativa all’analisi di dati provenienti dall’Arma territoriale, dai Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro e all’esame delle banche dati. Sono stati altresì controllati 26 lavoratori, di cui 1 risultato “in nero”, e sospese 7 attività d’impresa, contestando 11 violazioni in materia di sicurezza ed irrogando complessivamente sanzioni per 70.000 euro. In particolare: nel Comune di Gorizia (GO), nel corso di attività ispettiva effettuata presso due cantieri edili, uno per la costruzione di uno stabile ad uso civile nell’ambito di un appalto pubblico ed uno per la ristrutturazione di uno stabile privato, all’interno dei quali operavano nr. 3 imprese edili, sono state riscontrate violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro relative alla presenza di aperture nel vuoto prive di difese atte ad impedire le cadute dall’alto, il deposito di materiali di risulta sulle impalcature, la presenza di impalcature non a norma, la viabilità di cantiere compromessa dalla presenza di materiali sporgenti e pericolosi per l’incolumità dei lavoratori e impianti elettrici non a norma. Nei confronti di una ditta veniva adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, venivano contestate sanzioni amministrative per oltre 30.000 euro e venivano deferite in stato di libertà di nr. 2 persone. Inoltre, veniva riscontrata la presenza di un lavoratore “in nero”, per cui nei confronti del titolare della ditta veniva applicata la “maxi sanzione per lavoro nero” in misura superiore al 10% del personale complessivamente occupato ed il provvedimento della sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro nero nei confronti di una delle imprese con la contestazione di sanzioni ammnistrative per oltre 4.000 euro. 3 nel Comune di Ronchi dei Legionari (GO), nel corso di attività ispettiva effettuata presso tre cantieri edili per la ristrutturazione di 2 complessi residenziali e 4 unità abitative private, i Carabinieri del NIL riscontravano la presenza di aperture nel vuoto non protette e impalcati non idonei, adottando conseguentemente nei confronti di 3 aziende il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con la contestazione di sanzioni amministrative pari a 9.000 euro. Venivano, inoltre, deferiti in stato di libertà 5 datori di lavoro e contestate ammende per circa 25.000 euro.
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