Fincantieri, 230 anni di eccellenza che fanno grande il nome dell’Italia nel mondo

Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, dove il mare incontra l’acciaio, Fincantieri continua a rappresentare una delle eccellenze più solide dell’industria italiana, un colosso che da oltre due secoli unisce tecnologia, lavoro e visione. A ricordarlo è Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale del gruppo, che ha illustrato con chiarezza la filosofia che guida l’azienda: “Abbiamo pensato per un po’ che la migliore risposta alle invasioni di campo fosse l’indifferenza unita al lavoro serio. Ma quando qualcuno tenta di metterci in cattiva luce, è giusto difendere la verità dei fatti.”
Folgiero respinge con decisione le semplificazioni e le narrazioni populiste che circondano a volte il settore industriale. “Chi ignora i vincoli tecnici e propone soluzioni facili, sbaglia prospettiva. Come diceva Mencken, per ogni problema complesso c’è sempre una soluzione semplice, ma è sbagliata.”
Oggi Fincantieri è una multinazionale con 22 mila dipendenti di decine di nazionalità, presente in quattro continenti, dagli Stati Uniti al Vietnam. Solo in Friuli Venezia Giulia, la società genera oltre 3 miliardi di euro di PIL e coinvolge una filiera di oltre 600 piccole e medie imprese, che danno lavoro a migliaia di persone. Un indotto poderoso, alimentato da un portafoglio ordini da 57 miliardi di euro, capace di garantire dieci anni di lavoro nei cantieri italiani.
Ma l’impegno del gruppo non si limita alla produzione. A Monfalcone, Fincantieri sta investendo in innovazione, formazione e benessere sociale, consapevole delle sfide di un mercato del lavoro che cambia. “Gli italiani non vogliono più svolgere le lavorazioni più fisicamente onerose – spiega Folgiero – ma noi stiamo creando le condizioni per rendere questi mestieri attrattivi e moderni.”
Da qui nasce il progetto “Maestri del Mare”, in collaborazione con il consorzio Elis, che punta a formare nuove figure professionali — i cosiddetti digital collar — capaci di integrare competenze manuali e tecnologie avanzate. A questo si aggiungono esoscheletri, robot e cobot progettati per ridurre la fatica e rendere più sicure le attività in cantiere.
Sul fronte internazionale, Fincantieri ha aperto scuole di saldatura in Ghana e Tunisia, offrendo formazione e opportunità di lavoro regolari a giovani specializzati, in linea con il Piano Mattei del Governo italiano. Un’iniziativa che coniuga etica e pragmatismo, contribuendo a costruire una filiera sostenibile e responsabile.
Nel cantiere di Monfalcone, l’azienda ha inoltre investito 23 milioni di euro per migliorare spogliatoi, mense e spazi ricreativi, e ha attivato la piattaforma Step2Connect, uno sportello di ascolto digitale dedicato ai lavoratori dell’indotto. A questo si affiancano corsi di italiano e di educazione civica in collaborazione con l’Istituto Dante Alighieri.
Guardando al futuro, Fincantieri lavora anche su progetti di social housing per favorire la mobilità interna tra Nord e Sud, e su iniziative di sensibilizzazione contro la violenza e a favore del rispetto in ambito lavorativo. Parallelamente è in corso una profonda riorganizzazione dell’indotto per accorciare le catene di subappalto e garantire maggiore stabilità occupazionale.
“Non ci sono soluzioni lampo ai problemi complessi — conclude Folgiero — ma solo tempo, visione e responsabilità. È così che vogliamo continuare a costruire il futuro del lavoro e dell’industria italiana.”
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