Fermata via del Coroneo: disabile abbandonato su una panchina, la denuncia di un triestino

È una scena che colpisce e fa riflettere quella immortalata la mattina di venerdì 2 maggio 2025 in pieno centro a Trieste, più precisamente alla fermata dell’autobus di via del Coroneo. Un uomo invalido, con accanto la sua sedia a rotelle, è stato fotografato mentre giaceva sdraiato sulla panchina, visibilmente affaticato, nell’apparente indifferenza generale dei passanti.
A segnalare l’episodio è stato un cittadino triestino, che ha voluto portare all’attenzione pubblica una situazione di disagio e solitudine estrema, ponendo una domanda tanto semplice quanto inquietante: “Dove sono gli assistenti sociali?”
Una scena che non dovrebbe appartenere a una città civile
In una città come Trieste, dove le istituzioni si fregiano di servizi di accoglienza e sostegno sociale, è inaccettabile che una persona fragile sia costretta a cercare riposo su una panchina pubblica, senza alcun tipo di supporto visibile. L’uomo, disabile, è stato notato da diversi passanti, ma – come spesso accade – nessuno sembra essersi fermato per offrire aiuto, forse per imbarazzo, forse per abitudine.
L’emergenza invisibile dei fragili in città
Non è il primo episodio che segnala la presenza di persone in difficoltà nelle zone più trafficate della città, ma questo caso – per la sua carica simbolica – assume un significato ancora più forte. La sedia a rotelle abbandonata al lato della pensilina è l’emblema di un disagio non solo fisico, ma anche sociale.
Un appello alle istituzioni
La segnalazione del cittadino non vuole essere una semplice denuncia, ma un appello urgente affinché venga attivato un intervento immediato da parte dei servizi sociali del Comune. L’auspicio è che l’uomo possa ricevere l’assistenza necessaria, e che episodi simili non si ripetano più in una città che ambisce a essere inclusiva e attenta.
Trieste può e deve fare di più
Non basta installare manifesti colorati o promuovere eventi culturali. Serve anche e soprattutto essere presenti per chi è rimasto indietro, per chi vive nella marginalità silenziosa. Episodi come questo ci ricordano che l’umanità di una città si misura nei dettagli, e che un gesto di aiuto vale più di mille parole.
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