Farmaco contro obesità illegalmente in bustine di the, maxi sequestro a Trieste

Nelle scorse settimane militari della Guardia di Finanza in forza al Comando Provinciale di Trieste e funzionari della Sezione Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Trieste hanno intercettato e sequestrato, in due differenti operazioni, oltre 15.000 bustine di tè monouso contenenti sibutramina, un farmaco anoressizzante impiegato per il trattamento dell’obesità e del sovrappeso. I carichi erano giunti nel porto giuliano a bordo di un tir proveniente dalla Turchia.
Analoghe attività investigative, condotte dagli stessi militari e dai funzionari dell’ADM, avevano dimostrato come all’interno di prodotti edibili erano state nascoste sostanze farmaceutiche in maniera tanto subdola quanto potenzialmente dannosa.
Le analisi di laboratorio, a cui veniva sottoposto il tè, confermavano l’illecita e pericolosa pratica attestando la presenza di sibutramina.
La tempestiva attivazione del Ministero della Salute ha permesso l’emissione di un’allerta a livello europeo, con la quale la popolazione è stata invitata a non consumare tale prodotto per i gravi rischi alla salute che ne sarebbero potuti derivare.
Già nel 2010 l’Aifa aveva disposto il divieto di vendita e di utilizzo di tutti i medicinali a base proprio di sibutramina, avallando una valutazione dell’Ema che aveva rilevato un nesso di causalità tra l’impiego della sostanza e il manifestarsi di rischi cardiovascolari.
I rilevanti sequestri effettuati dimostrano, ancora una volta, l’attenzione e l’impegno che vengono profusi dal Corpo della Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a tutela della salute pubblica e del contrasto alla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, contribuendo in tal modo a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possono beneficiare di condizioni di sana concorrenza.
In ossequio alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188 si evidenzia che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
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