“Famiglia nel bosco”, ora spunta il conto: oltre 12mila euro già spesi e la cifra può superare i 40mila
La storia ha commosso l’Italia intera. Un racconto fatto di fragilità, scelte estreme e bambini da proteggere. Ma ora, oltre all’impatto emotivo, si apre inevitabilmente un’altra domanda, più fredda e scomoda: quanto costa allo Stato questa vicenda?.
È proprio su questo punto che si concentra un servizio andato in onda su Canale 5, all’interno del programma Dentro la Notizia di Gianluigi Nuzzi, dedicato alla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”: Nathan, Katherine e i tre bambini che oggi vivono in una casa famiglia a Vasto.
Il cuore da una parte, il portafoglio dall’altra
Nel servizio la questione viene posta senza giri di parole: davanti a una vicenda che ha suscitato empatia e dibattito pubblico, emerge anche la dimensione economica. E i numeri, conti alla mano, iniziano a pesare.
Secondo quanto riportato, dal 20 novembre a oggi la permanenza della madre e dei tre bambini nella struttura sarebbe costata circa 12mila euro di fondi regionali. Una cifra calcolata su una spesa stimata di 244 euro al giorno.
Una voce che, tuttavia, potrebbe rappresentare solo l’inizio.
La proiezione: oltre 40mila euro in 120 giorni
Il servizio ipotizza infatti un orizzonte temporale più lungo: se la famiglia dovesse rimanere ospitata nella casa famiglia per tutto il periodo necessario alla stesura della perizia psichiatrica, stimato in 120 giorni, la cifra complessiva supererebbe i 40mila euro.
Un dato che inevitabilmente accende il confronto tra necessità di tutela e sostenibilità del sistema, soprattutto quando entrano in gioco fondi pubblici.
Capitolo scuola: c’è anche il costo dell’istruzione
Non solo accoglienza. Nel servizio viene ricordato anche il tema dell’istruzione dei minori, con la disponibilità del Comune di Palmoli a sostenere il percorso scolastico dei bambini.
Qui, però, entra in gioco un ulteriore tassello economico: il costo di un’insegnante, che varierebbe in base a esperienza e professionalità ma con una stima indicata tra 10 e 20 euro l’ora, se non oltre.
Una spesa che, sommata all’accoglienza e alla gestione complessiva del caso, va ad ampliare ulteriormente il peso economico della vicenda.
La casa gratuita e l’“entrata mancata”
Infine c’è un altro elemento: l’abitazione che, secondo quanto riferito, il Comune di Palmoli offrirebbe gratuitamente alla famiglia. Una soluzione che aumenterebbe i costi indiretti, perché quella casa potrebbe essere affittata a 200 euro al mese, cifra che non entrerebbe nelle casse comunali.
Non una spesa diretta, dunque, ma una mancata entrata, che nel tempo assume comunque valore economico.
Una vicenda che divide: solidarietà o sostenibilità?
Il punto centrale del servizio è chiaro: la storia resta umanamente delicata e socialmente sensibile, ma si accompagna a un conto economico che non può essere ignorato.
Perché mentre l’opinione pubblica si divide tra chi invoca accoglienza e chi chiede rigore, la macchina pubblica deve comunque garantire protezione, controlli, assistenza e percorsi di reinserimento. E tutto ciò ha un prezzo.
Una vicenda, quindi, che continua a far discutere: per l’aspetto umano, ma ora anche per quello economico.
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