mercoledì 23 settembre 2026
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Cronaca

'Fake Pass': il maxi sequestro della polizia su 32 canali Telegram

Luca Marsi·
"Fake pass", così l'operazione svolta dalla polizia per contrastare il commercio online di falsi Green pass Covid-19. Gli investigatori della polizia postale e delle comunicazioni di Roma, Milano e Bari, con il coordinamento delle rispettive procure, hanno eseguito perquisizioni e sequestri nei confronti degli amministratori di 32 canali Telegram responsabili della vendita dei Green pass falsi. Tra i quattro gli indagati, due sono minori. Il messaggio che attirava gli utenti citava: "Ciao, ti spiego brevemente come funziona: attraverso i dati che ci fornisci (nome e cognome, residenza, codice fiscale e data di nascita) una dottoressa nostra collaboratrice compila un certificato vaccinale e (quindi sì, risulti realmente vaccinato per lo Stato) e da lì il Green pass". Le indagini hanno compreso un capillare monitoraggio in Rete, attraverso cui gli specialisti della polizia postale, tramite complesse analisi tecniche e finanziarie della block chain -la tecnologia alla base delle criptovalute- sono riusciti ad individuare i canali di vendita e ad identificarne gli amministratori. Migliaia gli utenti iscritti ai canali ai quali veniva data la garanzia assoluta di anonimato, la vendita dei green pass falsi, da pagare in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping on-line, ad un prezzo compreso tra i 150 ed i 500 euro. La polizia ricorda che "qualsiasi certificato Green pass originale non può essere falsificato o manomesso poiché ogni certificazione viene prodotta digitalmente con una chiave privata del ministero della Salute che ne assicura l'autenticità. Ad ogni controllo con la preposta App ufficiale VerificaC19, viene interrogata la banca dati ministeriale contenente l'elenco ufficiale della popolazione vaccinata e, di conseguenza, un QR-CODE generato con una certificazione non autentica, non supererebbe la procedura di verifica".

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