Ecosistema Urbano 2024, Trieste: bus record. raccolta differenziata da ultima della classe
La 32ª edizione di Ecosistema Urbano (Legambiente, Ambiente Italia, Il Sole 24 ORE) fotografa le performance ambientali dei capoluoghi italiani e, per il Friuli Venezia Giulia, consegna a Trieste un 24° posto nazionale: un risultato in “chiaro-scuro” che mette in fila eccellenze e criticità. Il report 2024, presentato con la classifica 2025, analizza 20 indicatori su aria, acqua, rifiuti, mobilità, energia, uso del suolo.
i punti di forza: TPL da primato e aria sotto i limiti di legge
Tra le città di medie dimensioni, Trieste primeggia nel trasporto pubblico locale: 319 viaggi/abitante/anno e 67 vetture-km/ab nel 2024, unica a superare quota 300 tra le “medie”. Sul fronte qualità dell’aria, i valori medi annui di PM10 e PM2.5 restano sotto i limiti di legge; il NO₂ è al di sotto della soglia normativa (con l’avvertenza degli standard più stringenti al 1° gennaio 2030).
Sul tasso di motorizzazione, Trieste si conferma la più virtuosa della regione con 56 auto ogni 100 abitanti (dato comunque in lieve aumento), nettamente migliore rispetto a molte realtà italiane.
le ombre: raccolta differenziata al palo, perdite idriche alte, ciclabilità in pausa
Il tallone d’Achille resta la raccolta differenziata: 46%, la più bassa del FVG e ben sotto la media regionale del 67,2%. Sul fronte idrico, Trieste registra perdite di rete al 42% (primato negativo regionale), mentre i consumi si attestano a 138 litri/ab/giorno.
Capitolo mobilità ciclabile: la dotazione scende sotto i 3 metri equivalenti ogni 100 abitanti, ben lontana dalle migliori esperienze italiane. Anche l’ozono preoccupa: 32 giorni di superamento della soglia di protezione della salute nel 2024, con limiti europei che dal 2030 si faranno più severi.
il contesto regionale: dove Trieste brilla e dove inseguire
Nel FVG la classifica generale vede Pordenone 5ª, Trieste 24ª, Gorizia 32ª e Udine 50ª. Sul podio dei primati: Gorizia per verde urbano, Trieste per servizi TPL, Pordenone per rinnovabili sugli edifici pubblici. Tra le criticità segnalate: raccolta differenziata a Trieste, qualità dell’aria a Pordenone, mobilità urbana a Udine, uso efficiente del suolo a Gorizia.
le voci di Legambiente: “servono politiche urbane più incisive”
Per Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente FVG, gli indicatori rappresentano “un’opportunità per amministratori, associazioni e cittadini” per programmare politiche integrate e sinergiche in una fase in cui le città sono esposte agli effetti sempre più aggressivi del riscaldamento globale.
Per Mauro D’Odorico, referente regionale di Ecosistema Urbano FVG, i dati ripropongono “le stesse emergenze: aria che non migliora al ritmo richiesto dai nuovi limiti al 2030, tasso di motorizzazione in crescita, rete idrica che disperde un terzo dell’acqua, rifiuti pro capite verso i 500 kg/ab. Accanto alle eccellenze (TPL triestino, RD in crescita a Pordenone e Gorizia, rinnovabili in aumento), lo slittamento dei punteggi indica che “servono politiche molto più incisive” tra prevenzione e adattamento.
Trieste, la rotta per migliorare: priorità operative
- Raccolta differenziata: recuperare il gap verso la soglia 65%, agendo su qualità dei conferimenti e servizi nei quartieri.
- Perdite idriche: piano triennale su distrettualizzazione, ricerca perdite e sostituzione reti nei tratti critici; monitoraggio smart.
- Ciclabilità: continuità delle dorsali, intersezioni sicure, parcheggi bici protetti e integrazione con TPL (bike+bus).
- Ozono e aria al 2030: misure strutturali su traffico e calore urbano (ombreggiamento, alberature, raffrescamento diffuso).
- Motorizzazione: incentivo all’uso del TPL già efficiente, con politiche di sosta e ZTL mirate e servizi rapidi di adduzione ai bus principali.
- Rinnovabili pubbliche: accelerare la potenza installata su edifici comunali e scuole, in linea con le best practice regionali.
foto sebastiano visintin
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