Eccellenza Trieste, doppio premio al progetto “Semi di inclusione”: modello nazionale di inclusione

Trieste si conferma ancora una volta eccellenza nazionale nel campo dell’inclusione e della formazione. Il progetto “Semi di inclusione”, sviluppato all’Orto Botanico comunale, ha ottenuto un prestigioso doppio riconoscimento, portando la città al centro dell’attenzione a livello italiano.
Un risultato che non è solo simbolico, ma rappresenta una concreta conferma della qualità e dell’innovazione delle politiche messe in campo dall’Amministrazione.
Due premi di rilievo nazionale
Il progetto è stato insignito del Premio Speciale Liotta, promosso dall’Associazione Italiana Formatori per valorizzare le migliori pratiche in materia di inclusione, e del Premio Speciale Viviana Olivieri, assegnato nell’ambito del Premio Nazionale Filippo Basile per la formazione nella Pubblica Amministrazione.
Due riconoscimenti che premiano non solo un’iniziativa, ma un intero modello di lavoro basato su integrazione, competenze e valorizzazione delle persone.
Un progetto che trasforma le difficoltà in opportunità
“Semi di inclusione” nasce da una sfida concreta: la ricollocazione di personale con fragilità o disabilità all’interno del Comune.
La risposta è stata innovativa: creare un percorso formativo e lavorativo all’interno dell’Orto Botanico, trasformato in un ambiente favorevole, capace di offrire attività diversificate e un contesto rigenerativo.
Un luogo dove il lavoro diventa crescita personale e professionale.
L’Orto Botanico diventa un “museo vivente”
Grazie al progetto, l’Orto Botanico non è più solo uno spazio verde, ma un vero e proprio “museo vivente”, dove la cura delle piante si intreccia con la cura delle persone.
Un percorso che restituisce dignità, autonomia e senso di appartenenza ai lavoratori coinvolti, trasformando l’inclusione in un valore concreto e quotidiano.
Una sinergia tra competenze e servizi
Alla base del successo c’è una forte collaborazione interna tra diverse figure e servizi: il Disability Manager, la psicologa del lavoro, i servizi comunali coinvolti e i tutor che accompagnano i dipendenti nel percorso.
Un lavoro di squadra che ha permesso di costruire un modello efficace e replicabile.
Un modello per tutta Italia
Il doppio riconoscimento nazionale consacra Trieste come punto di riferimento nel campo dell’inclusione lavorativa.
Un esempio virtuoso che dimostra come sia possibile coniugare benessere organizzativo, valorizzazione delle persone e cura del patrimonio pubblico.
Un risultato che guarda al futuro e che rafforza il ruolo della città come laboratorio di innovazione sociale.
Articoli correlati
CronacaTrieste, polemiche sul verde di piazza Sant’Antonio: «Finiamola di discutere, non va mai bene niente»
Il verde di piazza Sant’Antonio torna al centro della discussione social a Trieste. Questa volta a intervenire è un post pubblicato nel gruppo Facebook “Te son de Trieste se……”, accompagnato da alcune immagini della piazza e da una presa di
CronacaTrieste, pipì del cane sul muro del negozio, esplode la protesta: «Portate almeno una bottiglia d’acqua»
Un episodio apparentemente piccolo, ma capace di riaccendere uno dei temi che più frequentemente provocano discussioni tra commercianti, residenti e proprietari di animali: il rispetto degli spazi davanti a negozi e abitazioni . La segnalaz
CronacaTrieste, la corsa di Let’s Move. Creativa: «Abbiamo quasi raddoppiato le presenze» (VIDEO)
Let’s Move chiude la seconda edizione con presenze quasi raddoppiate rispetto alla prima e con il lavoro per il prossimo appuntamento già iniziato. A tracciare il bilancio sono Luca Antonini e Ilaria Fantini di Creativa Eventi, che durante
CronacaTrieste, la corsa di Let’s Move. Creativa: «Abbiamo raddoppiato quasi le presenze» (VIDEO)
Let’s Move chiude la seconda edizione con presenze quasi raddoppiate rispetto alla prima e con il lavoro per il prossimo appuntamento già iniziato. A tracciare il bilancio sono Luca Antonini e Ilaria Fantini di Creativa Eventi, che durante

