martedì 18 agosto 2026
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Cronaca

Interreg Italia-Slovenia, a San Giovanni di Duino la pulizia della landa carsica

Luca Marsi·
Interreg Italia-Slovenia,  a San Giovanni di Duino la pulizia della landa carsica

La conservazione della landa carsica passa necessariamente attraverso una gestione attiva e continuativa del territorio: è questo il messaggio emerso con chiarezza dalla dimostrazione pratica in campo promossa nell’ambito del progetto Interreg VI-A Italia-Slovenia Kras4Us, che ha riunito a San Giovanni di Duino istituzioni, tecnici e operatori del Carso. L’iniziativa si è svolta nella mattinata di venerdì 10 aprile, con ritrovo davanti alla Chiesa di San Giovanni Battista e successivo trasferimento nell’area di intervento dove sono state realizzate le attività dimostrative. All’appuntamento hanno partecipato i partner progettuali – GAL Carso/LAS Kras e Università del Litorale di Isola (lead partner), insieme a Park Škocjanske jame e DOPPS – affiancati da rappresentanti della Direzione centrale delle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e del Servizio Biodiversità della Regione, della Direzione centrale infrastrutture e territorio, direzione foreste del Corpo forestale regionale, dell’Ispettorato forestale di Trieste e Gorizia e delle Stazioni forestali di Duino e Trieste, insieme ad agricoltori, allevatori e produttori del Carso. Nel corso della mattinata sono state messe in atto operazioni su piccola scala di pulizia della landa carsica dallo scotano, gestione selettiva della vegetazione arbustiva e installazione di recinzioni funzionali al pascolo, strumenti concreti per contrastare l’incespugliamento e mantenere gli habitat aperti.
«Kras4Us lavora efficacemente per costruire una strategia comune tra Italia e Slovenia capace di garantire nel tempo la conservazione degli habitat carsici – ha evidenziato il Presidente del Gal Carso /Las Kras David Pizziga – mettendo in relazione conoscenze scientifiche, pratiche di gestione e coinvolgimento degli attori locali». «La landa carsica non è un ambiente che si conserva da solo – ha ribadito il direttore del GAL Carso/LAS Kras, Aleš Pernarčič – ma il risultato di un equilibrio costruito nel tempo tra attività umane e natura. Interventi come quelli realizzati oggi dimostrano quanto sia fondamentale tornare a prendersi cura attivamente di questi spazi, sia per preservarne la biodiversità sia per ridurre il rischio di incendi. La gestione, anche attraverso il pascolo e la pulizia selettiva, è uno strumento indispensabile per mantenere il Carso aperto, leggibile e vivo». Intervenuti anche il Direttore dell'Ispettorato Forestale di Trieste e Gorizia con attività di vigilanza, prevenzione incendi e gestione boschiva sul territorio Paolo Benedetti e Pierpaolo Zanchetta del Servizio Biodiversità della Regione.
 
Le attività dimostrative hanno reso visibile un processo spesso poco percepito: senza manutenzione ecologica, gli spazi aperti tendono progressivamente a chiudersi, con l’avanzare degli arbusti e la frammentazione degli habitat, con conseguenze dirette sulla biodiversitàIl progetto Kras4Us si inserisce proprio in questo contesto, affrontando su scala transfrontaliera la necessità di conservare e ripristinare gli habitat carsici.

L’area interessata, che si estende per quasi 90 mila ettari tra Italia e Slovenia, vede oggi una netta prevalenza degli habitat forestali, mentre gli spazi aperti rappresentano la componente più vulnerabile e soggetta a riduzione. I dati raccolti aiutano a leggere con precisione questa trasformazione: l’area di studio transfrontaliera si estende per 88.740 ettari, di cui circa il 60% occupato da habitat forestali, mentre le aree prative rappresentano poco più del 20%, risultando la componente più esposta alla riduzione e alla perdita di continuità ecologica. Tra gli habitat aperti di interesse comunitario, le praterie secche submediterranee coprono oltre 15.700 ettari, affiancate da prati da sfalcio (3.085 ettari) e cespuglieti (oltre 6.000 ettari), segnale evidente di un processo di progressivo incespugliamento. Un quadro che richiama direttamente le responsabilità previste dalla rete europea Natura 2000, che individua proprio negli habitat aperti carsici – e in particolare nelle praterie secche – un ambito prioritario di tutela: non è quindi sufficiente evitare trasformazioni irreversibili, ma diventa necessario attivare misure concrete e continuative di gestione per garantirne la conservazione nel tempo.
 
L’appuntamento in campo ha rappresentato non solo un momento dimostrativo, ma anche un’occasione di confronto operativo tra istituzioni e territorio, con l’obiettivo di condividere strumenti concreti per la gestione e la tutela degli spazi aperti del Carso. Un percorso di sensibilizzazione che proseguirà nei prossimi giorni con un appuntamento aperto al pubblico: venerdì 17 aprile, a partire dalle 17.30, è in programma alla Fattoria Sociale Parco Rurale Alture di Polazzo a Fogliano Redipuglia la passeggiata divulgativa “Il pascolo che custodisce il Carso”dedicata al ruolo del pascolo nella conservazione della landa carsica, con approfondimenti sul campo e testimonianze dirette di gestione. L’incontro è gratuito e aperto a tutti, con partecipazione su prenotazione.
 

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