Dubrovnik al centro dell’adriatico: l’inCE guida l’esercitazione internazionale contro l’inquinamento marino

Per due giornate la città croata è diventata il cuore della cooperazione adriatica ospitando ADRIA 2025 – Adriatic Sea SARex / POLex / COMex, una grande esercitazione internazionale dedicata a tre fronti: ricerca e soccorso in mare, risposta a emergenze ambientali e interoperabilità dei sistemi di comunicazione.
L’iniziativa, organizzata dalla Croazia con il supporto di numerosi partner europei e regionali, ha visto la partecipazione di unità navali, esperti e operatori provenienti da diversi Paesi rivieraschi, chiamati a simulare scenari complessi di emergenza.
Il ruolo dell’InCE e il progetto ASAP
La Pollution Response Exercise si è svolta nell’ambito del progetto Interreg ADRION ASAP – Adriatic Sensitive Areas Protection Mechanism, coordinato dal Segretariato Esecutivo dell’Iniziativa Centro Europea (InCE). Obiettivo: rafforzare la protezione delle aree marine più sensibili attraverso procedure comuni, maggiore cooperazione operativa e strumenti condivisi di prevenzione e risposta.
«Da oltre trent’anni la nostra organizzazione agisce come ponte tra Paesi UE e non-UE, promuovendo integrazione europea, sviluppo sostenibile e coesione regionale. ASAP riflette questa missione in maniera concreta», ha dichiarato l’Ambasciatrice Ivana Pejović, Vice Segretario Generale dell’InCE. «Questa esercitazione dimostra che, agendo insieme, siamo più forti».
Esercitazione interrotta ma risultati preziosi
Le simulazioni si sono dovute interrompere anticipatamente a causa di condizioni meteo avverse, ma il lavoro svolto fornirà linee guida preziose per la Strategia ASAP sulla protezione delle aree sensibili dell’Adriatico, che verrà presentata nel 2026.
Inoltre, le esperienze raccolte a Dubrovnik costituiranno la base per la prossima esercitazione in mare, in programma in Slovenia nella primavera 2026.
Un ponte tra Italia, Balcani ed Europa
I risultati di ADRIA 2025 rafforzano il ruolo dell’InCE come piattaforma di cooperazione regionale e come ponte tra Italia, Balcani ed Europa, contribuendo alla sicurezza marittima, alla tutela dell’ecosistema e alla valorizzazione dell’Adriatico come patrimonio naturale ed economico condiviso.
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