Dismissione centrale a carbone, CIsint:“Prende vita un progetto urbanistico importante per la città”

“Dopo che l'amministrazione comunale è riuscita a chiudere l’impianto anzitempo rispetto a quanto previsto dall’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale che con le amministrazioni precedenti era stata concessa fino al 2025, finalmente viene smantellato quel mostro che per molti anni è stata la centrale a carbone. Monfalcone avvia così un intervento di riqualificazione urbanistica tra i più importanti degli ultimi sessant’anni, da quando, al tempo, una superficie di quasi venti ettari è stata sottratta al territorio e destinata a un impianto energetico fortemente inquinante e gravido di conseguenze per la salute. Non si può che salutare con grande soddisfazione questo risultato che avviene a ridosso dell’inaugurazione del nuovo porticciolo Sauro che si ricongiungerà, una volta completato il risanamento, con la nuova importante darsena che sarà costruita fronte mare, lunga cento metri, dotata dei migliori servizi, che renderà il canale Valentinis un luogo di attrazione che arricchirà il nostro polo nautico. Ad essa si affiancherà un comprensorio verde con edifici destinati all’innovazione, alla formazione e alla logistica. Si creeranno nuove prospettive economiche e occupazionali sostenibili e alternative ai cantieri, ma soprattutto si realizzerà un vasto spazio urbano con funzioni turistiche e produttive”.
“Nessuno può sottovalutare il valore di questo processo di rigenerazione urbana - continua Cisint - che cambierà profondamente i connotati della nostra città perché il risanamento dall’attuale degrado infrastrutturale comprende la demolizione di tutte le strutture, compreso il camino, assieme allo smantellamento degli impianti per l’olio combustibile e dei depositi del carbone, con un piano di investimenti complessivo di 60 milioni di euro, che non ha precedenti in Italia per entità e complessità. Si attuerà in questo modo lo studio di riutilizzo del complesso e di recupero ambientale messo a punto dal Comune, che le opposizioni ritenevano irrealizzabile, e che è stato accolto integralmente da A2A. Dove per decenni hanno attraccato le navi carboniere, si svilupperà un nuovo centro nautico contornato da un ampio parco e da una zona direzionale. Rispetto ai 19.6 ettari occupati dalla centrale, il nuovo impianto innovativo previsto con impiego di idrogeno occuperà invece un’area estremamente ridotta di circa 2,5 ettari”.
“Anche rispetto al nuovo impianto si deve fare chiarezza: un impianto che consentirà di avviare il processo di de-carbonizzazione con l’introduzione delle tecnologie più avanzate per l’impiego dell’idrogeno green. Non sarà orientato alla produzione costante ma alla flessibilità e alla copertura degli eventuali picchi, al fine di conseguire gli obiettivi nazionali di adeguatezza del sistema elettrico attraverso le fonti rinnovabili, garantendo la stabilità della Rete elettrica nazionale. Ma soprattutto la struttura contribuirà agli obiettivi green europei considerato che A2A ha siglato con Snam un protocollo d’intesa per la cooperazione tecnologica per lo sviluppo di progetti a idrogeno green nell’ambito della Hydrogen strategy europea. In quest’ottica il nuovo impianto sarà predisposto per utilizzare idrogeno “verde”, proveniente da altre fonti rinnovabili e sarà allineato al progetto transnazionale della “Valle idrogeno Nord Adriatico”. Possiamo dire - conclude il sindaco - che si apre per Monfalcone una fase storica di trasformazione in senso ambientale e sostenibile di un comprensorio strategicamente rilevante per la sua collocazione”.
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