Dipiazza: “Venticinque anni da sindaco e una città trasformata: i risultati sono sotto gli occhi di tutti” (VIDEO)
Nel passaggio più intimo e personale dell’intervista in diretta su Trieste Cafe, Roberto Dipiazza si concede a una riflessione che va oltre l’attualità e tocca il senso profondo di un percorso amministrativo lungo venticinque anni alla guida della città. Un cammino che il sindaco rivendica come coerente, lineare e fondato su un principio che considera irrinunciabile: il rispetto delle regole, testimoniato, come egli stesso sottolinea, dall’assenza di denunce e condanne nel corso della sua lunga esperienza istituzionale.
Non si tratta, nelle sue parole, di un dato personale fine a sé stesso, ma di un messaggio più ampio sul modo di intendere il governo della cosa pubblica. Dipiazza richiama implicitamente l’idea che l’amministrazione di una città passi anche attraverso l’esempio, la correttezza dei comportamenti e la continuità delle scelte, elementi che a suo giudizio contribuiscono a costruire fiducia tra istituzioni e cittadini.
Il sindaco ripercorre quindi alcuni momenti simbolici che hanno segnato la storia recente di Trieste, evocando l’incontro tra i presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor a Basovizza, definito come un gesto capace di incidere sul piano della memoria collettiva e di contribuire al superamento delle ferite lasciate dal Novecento. Un passaggio che Dipiazza inserisce all’interno di una visione più ampia, in cui la città si libera progressivamente dei pesi del passato per guardare avanti con maggiore consapevolezza.
Accanto alla dimensione storica e simbolica, emerge anche quella concreta delle trasformazioni urbane. Il sindaco richiama opere e interventi che, nel tempo, hanno modificato il volto di Trieste: dalla viabilità alle rive, dalla piscina ai recuperi storici, fino al ritorno simbolico di Massimiliano d’Austria nel luogo della sua nascita, indicato come uno dei segni di una riconnessione con la propria storia e identità.
Nel racconto di Dipiazza, questi elementi non sono episodi isolati, ma tasselli di un disegno complessivo che ha portato Trieste a diventare, a suo giudizio, una città profondamente diversa rispetto al passato. Una trasformazione che, secondo il sindaco, non necessita di slogan o autocelebrazioni, perché i risultati sarebbero oggi visibili e riconoscibili, nel tessuto urbano come nella percezione collettiva.
Il tono resta quello di chi rivendica con orgoglio il lavoro svolto, ma anche di chi affida al tempo e ai fatti il giudizio finale. Per Dipiazza, il cambiamento di Trieste è un processo ormai compiuto, maturato attraverso scelte, responsabilità e continuità amministrativa, e rappresenta il lascito più significativo di un lungo percorso alla guida della città.
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