Dipiazza sul Porto Vecchio: «Chi entra nei magazzini avrà il DASPO!!!!» (VIDEO)
Il sindaco Roberto Dipiazza interviene con fermezza sul tema del Porto Vecchio, dopo i recenti incendi e le occupazioni abusive che hanno interessato i grandi magazzini dell’area. Le sue parole, pronunciate durante la diretta di Trieste Cafe, descrivono una situazione che definisce «seria» e che, secondo lui, richiede una risposta immediata e molto più rigida rispetto al passato.
Dipiazza: «Chi entrerà nei magazzini avrà il Daspo»
Il sindaco annuncia che il Comune sta predisponendo nuovi cartelli e specifici provvedimenti affinché chiunque venga trovato all’interno dei magazzini del Porto Vecchio sia immediatamente sottoposto al Daspo urbano. Precisa che si tratta di una procedura di allontanamento e di divieto di accesso che sarà applicata senza eccezioni. Dipiazza ritiene che questo sia l’unico modo per arginare quella che racconta come una presenza costante di persone che vivono, dormono e si nascondono all’interno degli edifici abbandonati.
«Sono andato dentro e mi tiravano tizzoni ardenti»
Durante l’intervista, Dipiazza cita un episodio che considera emblematico del livello di pericolosità dell’area. Racconta di essere entrato nei magazzini insieme alla polizia e di essere stato preso di mira da una persona che avrebbe iniziato a lanciargli tizzoni ardenti. Il sindaco lo descrive come un momento che conferma quanto l’area sia diventata difficile da controllare e quanto si sia superata la soglia della tollerabilità.
Gli arrivi continui e la pressione sulla città
Il sindaco collega la situazione del Porto Vecchio a un problema più ampio, che secondo lui riguarda l’intero territorio regionale e nazionale. Parla della rotta balcanica e dei continui arrivi che Trieste deve affrontare. Afferma che «la prossima settimana dovremo caricarne altri 150», sottolineando come l’afflusso di persone non sia gestibile con gli strumenti attuali. Ribadisce che il fenomeno non è legato a episodi isolati, ma è il risultato di movimenti massicci che investono tutta l’Europa.
Dipiazza critica duramente le associazioni: «È un business»
Nel suo ragionamento, il sindaco punta il dito anche contro alcune associazioni che operano nel settore dell’accoglienza. Sostiene che molte di esse percepirebbero cifre importanti per ogni persona ospitata, parlando di «120 euro al giorno per ogni migrante». Nelle sue parole emerge l’idea che il sistema, così com’è strutturato, generi di fatto un meccanismo economico che alimenta stesso fenomeno che vorrebbe risolvere. Dipiazza non accusa nessuna realtà in particolare, ma insiste sul fatto che la somma complessiva di queste attività costituisca un business che non contribuisce a diminuire i flussi.
«È un problema enorme e non si risolve con le chiacchiere»
Il sindaco ribadisce più volte che la questione non può essere affrontata con analisi superficiali o interventi a metà. Usa l’espressione «è un problema enorme», spiegando che non si tratta soltanto di un tema di sicurezza, ma di un’emergenza strutturale che riguarda legalità, ordine pubblico, gestione degli spazi urbani e capacità amministrativa. Il Porto Vecchio, nelle sue parole, è appena una delle zone dove questa situazione esplode con maggiore evidenza.
La scena davanti all’Aldi: «Mi ride in faccia, non posso farci nulla»
Per spiegare quanto la normativa attuale sia inefficace, Dipiazza cita un altro episodio: quello dell’uomo che staziona davanti al supermercato Aldi, già più volte segnalato dai cittadini. Il sindaco racconta di essere intervenuto personalmente in venticinque occasioni insieme alla polizia. Spiega che l’uomo si sposta di pochi metri quando arrivano le forze dell’ordine e che, nonostante comportamenti definiti «indecenti», non esistono strumenti per intervenire davvero. Aggiunge: «Mi ride in faccia», e questa frase sintetizza, nella sua visione, l’impotenza amministrativa di fronte a norme che non permettono di agire in modo risolutivo.
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