mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Dietro la facciata del relax, il sospetto dello sfruttamento, centro massaggi sotto accusa

Luca Marsi·
Dietro la facciata del relax, il sospetto dello sfruttamento, centro massaggi sotto accusa

Nuovo intervento della Guardia di Finanza a Pordenone. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale hanno scoperto, in un centro massaggi gestito da una cittadina cinese, due massaggiatrici impiegate “in nero”, ovvero prive della regolare comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego. Il blitz è avvenuto in una delle tante attività del Friuli Occidentale, durante un controllo mirato del Gruppo di Pordenone.

Sanzioni fino a 23.400 euro e proposta di sospensione

A carico della titolare dell’attività è stata contestata una sanzione che può variare tra i 3.900 e i 23.400 euro, in base alla normativa vigente. Non solo: vista la presenza di personale irregolare in misura superiore al 10% di quello regolarmente assunto, i militari hanno inoltrato all’Ispettorato Territoriale del Lavoro la proposta di sospensione dell’attività, come previsto dalla legge.

Un fenomeno diffuso: oltre 100 violazioni in tre mesi

Dall’inizio del 2025, i numeri parlano chiaro: 75 lavoratori in nero e 40 irregolari scoperti solo nel Friuli Occidentale, con 61 datori di lavoro già sanzionati e ben 28 proposte di sospensione avanzate. Un dato che evidenzia come il lavoro sommerso continui a rappresentare una piaga seria e radicata anche nel territorio pordenonese.

Tutela del lavoro e lotta alla concorrenza sleale

La Guardia di Finanza ribadisce il proprio impegno nella tutela della dignità del lavoro, indipendentemente dalla provenienza geografica dei lavoratori e dal settore di impiego. Un’azione che punta non solo a garantire il rispetto delle regole, ma anche a difendere le imprese oneste, che subiscono il danno più grave dalla concorrenza sleale praticata da chi sfrutta lavoratori senza tutele.

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