“Deposito bagagli" in via Ghega, ira del titolare: “Scambiato per un centro diurno, crollo di clienti e fatturato”
"Continuo via vai di migranti da piazza Libertà per ricaricarsi lo smartphone (motivo per il quale il titolare ha poi eliminato la relativa colonnina, con conseguente disservizio per i clienti – cpme lui stesso ha riferito ndr.), mangiare, pregare, passare il tempo seduti a terra e dormire, con conseguente crollo di clienti”.
E’ il grido d’allarme lanciato da uno dei titolari del “Deposito bagagli” di via Ghega 2, attività oltremodo apprezzata dai turisti che da anni usufruiscono del servizio.
“Nonostante – riferisce alla Redazione - il boom di turisti rispetto all’ anno scorso, a causa di ciò che sta accadendo, il fatturato è sceso rispetto all’ anno scorso perché i clienti non si fidano e hanno paura, dopo che vedono ciò che succede dentro, e più volte me l’hanno detto chiaramente. Le Forze dell’Ordine, chiamate più volte, hanno dichiarato di non poter far nulla, in quanto questi non stanno commettendo reato, consigliandomi di piazzare davanti al locale una guardia giurata 24 ore su 24, questo però vuol dire ulteriori aumenti di costi di gestione per assicurare sicurezza, ambito che dovrebbe però essere garantito dai tutori dell’ordine”.
“Ciò che sta accadendo in questo periodo – riferisce -, è già accaduto in passato nel corso degli inverni, con numeri più contenuti e con durate decisamente più brevi. Ai primi interventi la cosa si risolveva sempre nel breve, ora invece la situazione è totalmente fuori controllo. Anche andando ogni giorno, più volte al giorno, queste persone escono per poi rientrare appena giro la strada. Anche i colloqui con loro non sono dei più semplici. Nessuno di loro parla italiano, fortunatamente quasi sempre nel gruppo c’è qualcuno che parla inglese, così poi fa da traduttore per gli altri del gruppo”.
“Sto cercando delle soluzioni per cercare di risolvere, anche se non è semplice e implica ulteriori costi gestionali, aggiunti a quelli già presenti. Ad esempio di notte i clienti hanno un codice attraverso il quale possono accedere ai locali, le cui porte sono chiuse. Potremmo decidere di utilizzare questo sistema 24 ore su 24, piuttosto che un sistema di carta magnetica, nello stesso modo che avviene nei bancomat delle banche in orario notturno”.
“Spero – conclude – che l’amministrazione pubblica prenda seri e decisi provvedimenti immediati”.
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