Delitto Garlasco a Mattino 5, consulente famiglia Poggi “Prelevate buste chiuse, vedremo cosa emergerà”
Nuove parole sul delitto di Garlasco durante Mattino 5, il programma di Canale 5 condotto da Federica Panicucci, che continua a seguire da vicino i nuovi sviluppi sul caso di Chiara Poggi, la giovane uccisa nel 2007. A parlare è stato uno dei consulenti della famiglia Poggi, che ha fornito alcune precisazioni in merito agli ultimi accertamenti disposti dalla procura.
Nel corso del collegamento, il consulente ha raccontato i dettagli delle recenti operazioni di acquisizione dei reperti: «Abbiamo preso delle buste chiuse senza neanche aprirle, perché logicamente non c'erano i consulenti, non c'erano gli avvocati, non c’erano persone terze interessate. Abbiamo preferito fare tutto in laboratorio, in un ambiente controllato». I reperti sono stati quindi ritirati e custoditi, in attesa di essere analizzati nel dettaglio. «Ci sono effettivamente queste buste, vedremo cosa ci sarà al loro interno. Acquisiremo tutti i verbali che oggi sono stati ritirati, ma per il momento non si è entrati nel merito delle discussioni».
Il consulente ha inoltre confermato che la procura ha disposto un incidente probatorio per svolgere ulteriori esami: «È stato richiesto un incidente probatorio con l'esecuzione di alcune analisi. Alcune sono già state fatte in passato, altre invece non erano state ritenute importanti all’epoca, come quelle sulla spazzatura. Adesso vedremo che cosa emergerà da questi nuovi accertamenti».
Alla domanda su quanto le nuove tecnologie e strumentazioni potrebbero incidere sui risultati, il consulente ha risposto con estrema chiarezza: «No, no. Non riteniamo che la nuova strumentazione possa portare a risultati diversi». Un’affermazione che sottolinea lo scetticismo degli esperti della famiglia Poggi nei confronti delle nuove verifiche in corso.
Particolarmente significativo il passaggio relativo ai rifiuti, un elemento che torna oggi al centro dell’attenzione investigativa: «La spazzatura non era mai stata analizzata. Se vogliamo sapere chi magari frequentava la spazzatura ogni giorno... c’è chi la tiene anche per una settimana». Un’indicazione che potrebbe aprire a nuove valutazioni sui movimenti di persone che ruotavano intorno all’abitazione di Chiara Poggi nei giorni precedenti al delitto.
Infine, il consulente ha voluto spegnere eventuali speculazioni su presunte nuove impronte digitali: «Non stiamo parlando di impronte, siamo veramente... al limite del limite del limite». Parole nette che, ancora una volta, confermano il clima di estrema cautela e prudenza che accompagna questa nuova fase dell’inchiesta.
Intanto l’attenzione dell’opinione pubblica resta altissima. Dopo 17 anni dal tragico omicidio, il caso Garlasco continua ad alimentare dubbi, interrogativi e speranze di verità definitiva.
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