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Cronaca

Dall’associazione “Bambini del Danubio” dieci anni di grande sostegno al Burlo

Luca Marsi ·
Una delegazione dell’Irccs, guidata dal direttore generale, Stefano Dorbolò ha incontrato il presidente dell’associazione, Sergio Balbinot per ringraziarlo del grande impegno profuso a favore dell’attività del Burlo che ha consentito di garantire assistenza e cura a centinaia di piccoli pazienti.
 
Dieci anni di supporto continuativo, con ingenti donazioni, che hanno permesso all’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” di sostenere al meglio le cure per centinaia di piccoli pazienti provenienti da Paesi stranieri dove non avrebbero potuto ricevere le cure necessarie. È il risultato del grande impegno di tutti i membri dell’associazione “Bambini del Danubio” i cui rappresentanti, guidati dal presidente Sergio Balbinot, sono stati accolti al nosocomio da una delegazione dell’Irccs composta dal direttore generale, Stefano Dorbolò, dal direttore sanitario, Paola Toscani e dal direttore della struttura complessa di Oncoematologia, Marco Rabusin che hanno voluto ringraziare il presidente dell’associazione e i suoi componenti, illustrando le attività dell’Irccs e il modo in cui sono utilizzati i fondi donati all’ospedale.
 
«Con grande piacere – ha affermato il direttore generale, Stefano Dorbolò – ringraziamo il presidente dottor Sergio Balbinot e tutta l’Associazione “Bambini del Danubio” perché oltre alla gratitudine per la dimensione molto significativa delle donazioni elargite al nostro Istituto negli ultimi dieci anni, c’è il grazie e il riconoscimento di tutti i professionisti dell’Istituto per l’altissimo valore etico dell’attività svolta dall’Associazione a sostegno della vita di tante piccole creature e alle loro famiglie, ricordando sempre che se è vero che ci sono malattie inguaribili e anche vero che tutte sono sempre e comunque curabili».
 
Dal canto suo, il presidente Balbinot ha affermato che: «È nostra convinzione che una vita gratificante e soddisfacente è sì il frutto dell’impegno di ognuno di noi ma anche dalla fortuna di nascere in condizioni di minor disagio.
 
Non si tratta quindi di elargire elemosine ma semplicemente di condividere con gli altri parte di ciò che abbiamo ottenuto, di destinare ai meno fortunati quel qualcosa che riteniamo di aver ricevuto in prestito da un destino con noi più benevolo. Questa è l’energia che ci unisce e dà forza alle nostre azioni».
 
«Noi tutti professionisti del Burlo – ha concluso il dottor Marco Rabusin – siamo molto grati per il generoso e continuo contributo dell’associazione “Bambini del Danubio” che ha permesso finora a oltre 230 giovani pazienti con patologie gravi e incurabili nei Paesi di provenienza di arrivare a Trieste e ricevere le cure appropriate»

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