Crisi Flex e U-Blox, UniTS preoccupata : "A rischio posti di lavoro e futuro dell’innovazione locale"

L’Università degli Studi di Trieste lancia un allarme sulla difficile situazione occupazionale che sta investendo due importanti realtà industriali del territorio: Flex (oggi Adriatronics) e U-Blox. Le crisi aziendali in corso mettono a rischio centinaia di posti di lavoro, con conseguenze pesanti non solo per i dipendenti, ma anche per il tessuto produttivo e l’ecosistema della ricerca e innovazione locale.
Attraverso una nota ufficiale, l’Ateneo ha espresso profonda preoccupazione per la prospettiva di licenziamenti massivi, sottolineando il proprio sostegno ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie.
"Molti dipendenti di queste aziende sono eccellenze formate nel nostro Ateneo. La presenza di attività industriali nei settori dell’elettronica e delle telecomunicazioni consente lo sviluppo di collaborazioni fondamentali per la ricerca e la formazione, a beneficio sia degli studenti che delle imprese."
Università e industria: un legame a rischio
La crisi di Flex e U-Blox non rappresenta solo una minaccia per l’occupazione, ma rischia di indebolire il rapporto tra il mondo accademico e quello industriale. L’Università di Trieste ha infatti da anni collaborazioni attive con le aziende del settore, che permettono agli studenti di svolgere tirocini, progetti di ricerca e percorsi di specializzazione direttamente all’interno delle imprese.
La chiusura o il ridimensionamento di queste realtà avrebbe quindi un impatto negativo anche sulla formazione degli studenti, che vedrebbero ridotte le opportunità di crescita professionale nel territorio.
"Siamo convinti che la salvaguardia del capitale umano sia fondamentale per garantire capacità di innovazione e sviluppo economico al territorio."
Un appello alle istituzioni: salvaguardare il capitale intellettuale
L’Università di Trieste auspica che vengano messe in campo azioni concrete per evitare la perdita di queste competenze e per tutelare i lavoratori e i giovani laureati che si affacciano al mondo del lavoro.
"Ci auguriamo che vengano trovate soluzioni per preservare questo prezioso capitale intellettuale e garantire l’occupazione dei nostri laureati."
L’appello è rivolto alle istituzioni locali, regionali e nazionali, affinché si attivino per trovare strategie di riconversione e piani di reindustrializzazione, capaci di mantenere vivo un comparto tecnologico e produttivo essenziale per Trieste e per l’intero Friuli Venezia Giulia.
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