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Cronaca

Criminalità a Trieste, SIULP: “10.400 segnalazioni di reati, sistema sotto pressione” (VIDEO)

Luca Marsi·
Criminalità a Trieste, SIULP: “10.400 segnalazioni di reati, sistema sotto pressione” (VIDEO)

La sicurezza a Trieste non è più una semplice percezione ma un dato concreto supportato dai numeri. È questa la posizione espressa da Jonathan Scaglione, segretario SIULP Trieste, nel corso della diretta del 27 aprile 2026, durante la quale è stato affrontato il tema della criminalità urbana e dei fenomeni legati alle risse tra giovani.

Secondo quanto dichiarato, nel 2025 sono stati registrati circa 10.400 segnalazioni di reati, con Trieste posizionata tra le prime province italiane per incidenza della criminalità. Un dato che, come sottolineato nel corso dell’incontro, rappresenta un indicatore chiaro di una situazione in evoluzione e non più riconducibile a una semplice percezione.

“Non è più percezione, è realtà”: il cambio di scenario

Nel suo intervento, Scaglione ha ribadito come negli anni si sia spesso parlato di percezione della sicurezza, mentre oggi il tema riguarda una realtà concreta. L’aumento degli interventi, delle emergenze e delle richieste operative ha trasformato il lavoro delle forze dell’ordine, che operano in un contesto definito come permanente stato di emergenza.

Secondo quanto comunicato, il sistema è costantemente attivo e sottoposto a una pressione crescente, con un numero sempre maggiore di interventi che richiedono risposte immediate sul territorio.

Emergenza operativa e aumento della pressione sul sistema

Un altro punto centrale riguarda la pressione operativa. L’aumento dei reati comporta inevitabilmente una crescita delle attività richieste alle forze dell’ordine, tra interventi, emergenze e gestione del territorio.

Scaglione ha evidenziato come il lavoro non si svolga più in una dimensione ordinaria, ma in una condizione continua di emergenza. Questo scenario, secondo quanto emerso, comporta una maggiore difficoltà nel garantire un controllo capillare e costante.

Il rischio per il 2026: meno prevenzione e più criticità

Guardando al futuro, è stato evidenziato un elemento di particolare rilevanza: il rischio di una riduzione della prevenzione nel corso del 2026. Secondo quanto dichiarato, l’elevato numero di pensionamenti previsti nelle forze dell’ordine potrebbe ridurre ulteriormente la presenza sul territorio.

Questo fattore, unito all’aumento delle richieste operative, potrebbe incidere direttamente sulla capacità di prevenire i reati, con un conseguente incremento delle criticità.

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