venerdì 28 agosto 2026
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Cronaca

Controlli settore edilizia, raffica di sanzioni: 8 ditte sospese, 6 lavoratori irregolari in Italia e multe per 150 mila euro

Luca Marsi·
Controlli settore edilizia, raffica di sanzioni: 8 ditte sospese, 6 lavoratori irregolari in Italia e multe per 150 mila euro

Continua l’attività di controllo dei Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Gorizia e del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia, con la collaborazione dei militari della Compagnia Carabinieri di Gorizia, nel settore edile volta a prevenire e reprimere il fenomeno dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso, nonché a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Intensificati i controlli sull’intero territorio della provincia isontina attraverso l’attività ispettiva, di natura ordinaria e tecnica, finalizzata alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di sicurezza, salute ed igiene sui luoghi di lavoro.
L’esito dei controlli svolti sull’intero territorio provinciale ha consentito di individuare lavoratori irregolari, nonché inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, quali l’omessa formazione/informazione sulla sicurezza dei lavoratori, la mancata redazione del piano operativo di sicurezza, la presenza di quadri elettrici non a norma, la presenza di aperture nel vuoto non protette, di ponteggi non conformi, l’omessa valutazione dei rischi aziendali e il mancato rispetto delle norme in materia di igiene e salute.
Sono state controllate complessivamente 9 ditte operanti nel settore dell’edilizia individuate a seguito di attività info-operativa relativa all’analisi di dati provenienti dall’Arma territoriale, dai Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro e all’esame delle banche dati. Sono stati altresì individuati 18 lavoratori, di cui 1 impiegato irregolarmente con contratto di lavoro di apprendistato privo dei requisiti previsti dalla normativa vigente e riqualificato quale lavoratore subordinato e 6 lavoratori di nazionalità kosovara privi del prescritto permesso di soggiorno per motivi di lavoro in Italia. Sono state sospese 8 attività d’impresa, contestando 12 violazioni in materia di sicurezza ed irrogando complessivamente sanzioni per 150.000 euro circa.

In particolare:
nel Comune di Gorizia (GO), nel corso di attività ispettiva effettuata presso due cantieri edili, per la ristrutturazione e riqualificazione energetica ambito “lavori 110” di 2 edifici residenziali, sono state controllate 9 imprese edili e sono state riscontrate violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro relative alla presenza di aperture nel vuoto prive di difese atte ad impedire le cadute dall’alto, il deposito di materiali di risulta sulle impalcature, la presenza di impalcature non a norma, la viabilità di cantiere compromessa dalla presenza di materiali sporgenti e pericolosi per l’incolumità dei lavoratori, impianti elettrici non a norma e mancata redazione dei documenti obbligatori di cantieri – Piano Operativo di Sicurezza. Nei confronti di 8 ditte veniva adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, venivano contestate sanzioni amministrative per oltre 40.000 euro. Inoltre, veniva riscontrata la presenza di un lavoratore impiegato con contratto di lavoro di apprendistato privo dei requisiti previsti dalla normativa vigente e riqualificato quale lavoratore subordinato, con l’irrogazione di sanzioni amministrative ed il recupero dei contributi previdenziali ed assicurativi non versati, nonché venivano individuati 6 lavoratori di nazionalità Kossovara impiegati al lavoro da impresa di nazionalità Slovena con permesso di soggiorno per lavoro in Slovenia, titolo di soggiorno non idoneo per svolgere attività lavorativa nel territorio dello Stato Italiano. Inoltre, l’impresa edile in questione non aveva effettuato le comunicazioni preventive per il distacco transnazionale di lavoratori in Italia e non aveva provveduto alla nomina di un referente in Italia per i lavoratori distaccati con l’irrogazione di ulteriori sanzioni amministrative. Venivano, inoltre, deferiti in stato di libertà 8 datori di lavoro e contestate ammende per oltre 80.000 euro.

 

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