domenica 12 luglio 2026
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Cronaca

Condannato a 5 anni dalla Corte d'Appello di Trieste nel 2017 tra rapine e favoreggiamento immigrazione clandestina

Luca Marsi·
Condannato a 5 anni dalla Corte d'Appello di Trieste nel 2017 tra rapine e favoreggiamento immigrazione clandestina
Nel mese di agosto, personale della Squadra Mobile della Questura udinese ha dato corso ad alcune misure coercitive della libertà personale, nei confronti di alcuni soggetti domiciliati in questa provincia.
 
Un 42enne italiano è stato rintracciato e tratto in arresto in esecuzione di un provvedimento che prevede la sua reclusione per anni 1 e mesi 4, in quanto condannato per reati inerenti gli stupefacenti.
 
Un connazionale di 60 anni è stato arrestato perché deve scontare una condanna di anni 2 e mesi 7 per una serie di truffe perpetrate ia Udine in danno di alcuni commercianti.
 
Un altro connazionale 45enne è stato arrestato per scontare una pena di anni 2 e mesi 3, a seguito di un cumulo di condanne per furto aggravato e reati stradali, commessi in questa provincia fra il 2014 ed il 2019.
 
Inoltre sono stati eseguiti 8 provvedimenti di collocamento in regime di detenzione domiciliare nei confronti di connazionali e stranieri, fra i 28 e i 63 anni, condannati a vario titolo per reati di furto aggravato, lesioni personali, falsi in genere ed immigrazione clandestina, con pene comprese fra gli 8 mesi ed i 2 anni. In quest’ultimo caso, un 27enne udinese è stato condannato alla pena di anni 2 perché riconosciuto colpevole di essere componente di un sodalizio composto da italiani e stranieri che favoriva l’illegale arrivo in Italia di migranti di etnia asiatica, provenienti dai paesi dell’Est Europa.
 
Il 12 agosto scorso, la Polizia svizzera, a Ginevra, ha dato esecuzione al Mandato di Arresto Europeo, disposto a seguito dell’ordine di carcerazione emesso in data 12 settembre 2019 dalla Procura Generale presso la Corte D’Appello di Trieste, nei confronti di un 47enne kosovaro.
 
Il soggetto in questione deve scontare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione, conseguente a un cumulo pene, disposto a seguito delle sentenze dei Tribunali di Udine e della Corte D’Appello di Trieste per una serie di eventi delittuosi occorsi fra il 2010 ed il 2012.
 
Nella fattispecie vengono contestati all’uomo due episodi di furto aggravato presso strutture commerciali di Udine ed una rapina impropria, avvenuta in un negozio di questa provincia.
 
Inoltre, il condannato è stato ritento colpevole di essere partecipe di una consorteria delinquenziale transnazionale, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di minori provenienti dal Kosovo, che attraverso la Serbia, Slovenia e l’Austria, venivano fatti giungere illegalmente in Italia, nel periodo compreso fra il 2009 ed il 2010. Le indagini compiute dalla locale Squadra Mobile, permettevano di delineare accuratamente la struttura criminale del gruppo, in ogni sua parte e appartenente, capitalizzando le varie fasi dell’illecita attività anche attraverso le dichiarazioni rese dai giovani, giunti in Italia. Nella fattispecie, il cittadino kosovaro, che alla data dei fatti dimorava in un appartamento di Udine, aveva il compito di avvicinare i giovani appena giunti illegalmente a Udine, punto di arrivo in Italia dei migranti, accompagnarli presso la sua dimora, con l’ausilio di un altro kosovaro dimorante in questo centro, e dopo averli ospitati per uno/due giorni, in modo discreto li accompagnava fino alla Questura di Udine, dove questi, da soli, si presentavano come minori non accompagnati.
 
A seguito del provvedimento di condanna, le articolate indagini esperite, con il concorso della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, inizialmente permettevano di accertare che il predetto si era reso irreperibile in Italia fin dalla fine del 2016, trasferendosi prima in Germania e di seguito in Francia, dove abitava con la famiglia, verosimilmente nella città di Bordeoux, come assunto attraverso il monitoraggio delle fonti aperte.
 
L’uomo, il 12 agosto scorso, veniva rintracciato a Ginevra, e tratto in arresto in esecuzione al Mandato di Arresto Europeo che la Procura Generale di Trieste aveva provveduto a predisporre, sulla base degli elementi investigativi partecipati da questa articolazione.   
 
Sono in corso le procedure estradizionali.              

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