“Coloriamo Trieste”: due giovani propongono marciapiedi arcobaleno per una città che sorride

C’è un progetto che nasce dal cuore dei quartieri, dalle idee di due giovani triestine che hanno deciso di trasformare un sogno in un’azione concreta: marciapiedi dipinti a colori, vivaci e coinvolgenti, per rendere Trieste più accogliente, allegra e inclusiva.
🌈 “Vogliamo che la città sorrida”
“Ci sembra paradossale che in una città di mare e luce, i percorsi pedonali restino spesso grigi e anonimi” — commentano le due promotrici dell’iniziativa. L’idea è quella di dipingerli con tonalità arcobaleno, giochi grafici e motivi simbolici, come piccoli “giochi urbani” che invitano i cittadini a rallentare, guardare e incontrarsi.
L’obiettivo è duplice:
- dare un volto più vivace agli spazi pubblici, riqualificandoli con colore, arte e identità locale,
- promuovere valori sociali: inclusione, visibilità delle diversità, senso di comunità.
La proposta è stata inviata già all’Amministrazione Comunale, con una richiesta formale: partire con laboratori-pilota in alcune vie centrali, per testare l’effetto visivo e la partecipazione dei cittadini.
🛑 Tra opportunità e sfide
Non mancano le domande che emergono dal dibattito:
- Durabilità: quali vernici usare per resistere al traffico pedonale, agli agenti atmosferici e alle pulizie stradali?
- Sicurezza: i colori non devono confondere la segnaletica pedonale né compromettere l’orientamento degli utenti fragili (anziani, ipovedenti).
- Partecipazione: far sì che siano i quartieri a scegliere i colori, i motivi, e a partecipare all’esecuzione, coinvolgendo artisti locali, scuole, associazioni.
Le ideatrici spiegano che non è un semplice “abbellimento”, ma un atto simbolico e concreto per “restituire visibilità ai cittadini”, per restituire alle strade quel senso di appartenenza che, con il tempo, sembra essersi attenuato.
🏙️ Altri esempi nel mondo
L’Italia e l’Europa offrono spunti stimolanti: via con marciapiedi arcobaleno in quartieri inclusivi, strisce pedonali creative, installazioni temporanee che fanno riflettere sulla vivibilità urbana. Città come Londra, Madrid, Parigi hanno sperimentato politiche simili per unire estetica urbana e coesione sociale.
🤝 Verso una città che risponde
Trieste, con la sua ricca storia urbana e il forte legame tra cittadini e città, è terreno fertile per iniziative come questa. Se sostenuta da un percorso partecipato, tecnico e artistico, la proposta delle due giovani può diventare una piccola rivoluzione civile.
Perché alla fine, una città che sorride — anche solo nei suoi marciapiedi — è una città che invita a camminare insieme.
foto sebastiano visintin
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