Clima, Friuli Venezia Giulia eccelle nelle rinnovabili e nella CO₂ assorbita ma fragile agli eventi estremi

Il Friuli Venezia Giulia si conferma tra le regioni italiane più attive sul fronte della transizione ecologica, grazie a una triplicazione della capacità rinnovabile installata per km² rispetto al passato e a un livello elevatissimo di assorbimento naturale di CO₂, tra i migliori d’Italia.
A rilevarlo è il monitoraggio realizzato da CIRO – Climate Indicators for Italian RegiOns, la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA, che analizza le performance climatiche regionali attraverso 26 indicatori suddivisi in 8 aree tematiche strategiche.
Energia rinnovabile al 22%, sopra la media nazionale
Nel dettaglio, il FVG ha portato la quota di energia da fonti rinnovabili al 22%, un valore superiore alla media nazionale del 19%. Un dato che testimonia l’impegno concreto della regione verso la decarbonizzazione, sostenuto da una crescente capacità installata e da una politica energetica in accelerazione.
Ottima anche la performance sugli assorbimenti naturali di CO₂, che colloca il Friuli tra le realtà più virtuose a livello nazionale in termini di bilancio ambientale.
Ma la regione è la più colpita dagli eventi meteo estremi
Nonostante i progressi, emergono criticità importanti, prima fra tutte la vulnerabilità climatica: nel solo 2023, il Friuli Venezia Giulia ha registrato il più alto numero di eventi meteoclimatici estremi in rapporto alla superficie (50 ogni 1.000 m²). Una fragilità che si affianca a dati da monitorare come le emissioni pro-capite superiori alla media nazionale, la presenza ancora rilevante di carbone nel mix energetico (7%) e l’alta dipendenza dal gas naturale, che copre oltre la metà del fabbisogno.
Focus CIRO: le 8 aree tematiche analizzate
1. Emissioni
Alti assorbimenti naturali, ma emissioni pro-capite elevate, evidenziando margini di miglioramento.
2. Energia
Forte dipendenza dalle fonti fossili, in particolare dal gas naturale. I consumi energetici pro-capite sono tra i più alti in Italia.
3. Rinnovabili
Capacità installata triplicata, con il 22% di energia rinnovabile sul totale regionale: un dato sopra media.
4. Edifici
Consumi nella media (219 kWh/mq), 11% di immobili in classe A, ma tasso di elettrificazione basso (27%).
5. Trasporti
Buon utilizzo del trasporto pubblico, ma emissioni da trasporti sopra la media, a fronte di un tasso di motorizzazione nella media.
6. Industria
Tasso di elettrificazione del 41% ma consumi energetici e emissioni tra i più alti d’Italia, in rapporto al valore aggiunto.
7. Agricoltura
Bene sulle emissioni e sulla densità zootecnica, meno bene sull’agricoltura biologica (meno del 10% della superficie) e sull’uso di fertilizzanti azotati.
8. Vulnerabilità
Confermata l’alta esposizione ad alluvioni, perdite idriche (42%) e consumo di suolo (8%), in linea con la media nazionale.
“Servono dati aggiornati per guidare il cambiamento”
«Monitorare le performance climatiche regionali è oggi essenziale per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese» ha dichiarato Andrea Barbabella, coordinatore di Italy for Climate. «Con CIRO offriamo alle regioni uno strumento concreto per pianificare in modo strategico, valorizzare le eccellenze e correggere le criticità».
CIRO è il primo database italiano pensato per mettere in relazione le performance locali con gli obiettivi di decarbonizzazione a livello nazionale ed europeo, e vuole diventare un punto di riferimento per le politiche ambientali regionali.
foto sebastiano visintin
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