mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Cittadino tunisino condannato a 5 anni e 6 mesi per l’aggressione a una minorenne in Porto Vecchio

Luca Marsi·
Cittadino tunisino condannato a 5 anni e 6 mesi per l’aggressione a una minorenne in Porto Vecchio

Il procedimento avvenuto in sede giudiziaria ha portato a una condanna a cinque anni e sei mesi di reclusione nei confronti di un uomo di 39 anni, di nazionalità tunisina, riconosciuto responsabile dell’aggressione avvenuta il 4 aprile in Porto Vecchio ai danni di una ragazza di diciassette anni e di suo padre. Secondo quanto riferito dal Tg3 FVG, la pena è stata stabilita dal Gup Flavia Mangiante, risultando più severa rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero Ilaria Iozzi, che aveva domandato una condanna pari a quattro anni e otto mesi.

L’approccio insistente e la fuga tra paura e shock
La ragazza stava rientrando verso casa quando l’uomo l’avrebbe avvicinata con un atteggiamento insistente. Di fronte al rifiuto, l’aggressore l’ha costretta contro una recinzione e, secondo la ricostruzione, avrebbe iniziato a molestarla fisicamente e a colpirla con schiaffi, impedendole di utilizzare lo spray antiaggressione che aveva con sé. Nonostante il forte stato di shock, la giovane è riuscita a divincolarsi e a fuggire, cercando aiuto immediato presso il padre.

Il tentativo di fermare l’aggressore e il trauma cranico
Il padre, raggiunta l’area d’ingresso del Porto Vecchio, avrebbe individuato l’uomo, cercando di trattenerlo fino all’arrivo delle pattuglie. Nel confronto fisico, è stato colpito e spintonato, riportando un trauma cranico con perdita di conoscenza e una lesione a un dito della mano destra. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di bloccare definitivamente l’aggressore.

Misure accessorie e risarcimenti
Oltre alla reclusione, sono state disposte una serie di misure accessorie: espulsione dall’Italia al termine della pena, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e interdizione legale per l’intera durata della detenzione. Il giudice ha inoltre previsto risarcimenti alle vittime: 8mila euro alla ragazza e 2mila euro al padre, entrambi assistiti dagli avvocati Giovanna Augusta de’ Manzano ed Emanuele Izzotti.

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