mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Caso Resinovich, Sterpin a “Ore 14”: “Visintin indagato? Doveva succedere tre anni fa”

Luca Marsi·
Caso Resinovich, Sterpin a “Ore 14”: “Visintin indagato? Doveva succedere tre anni fa”

Nella puntata di Ore 14, andata in onda lunedì 14 aprile 2025 su Rai2 e condotta da Milo Infante, si è tornati a parlare del caso di Liliana Resinovich, la donna triestina ritrovata senza vita nel parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni nel gennaio 2022. Al centro dell’attenzione, l’iscrizione nel registro degli indagati del marito Sebastiano Visintin, su cui ora la Procura ipotizza l’accusa di omicidio.

A commentare in diretta l’evoluzione dell’inchiesta è stato Claudio Sterpin, storico amico e compagno di Liliana negli ultimi mesi di vita. Le sue parole sono state forti, nette e cariche di amarezza:
“Che effetto mi fa? Poco. Doveva succedere tre anni fa. Siamo in colpevole ritardo”, ha dichiarato all’inizio del collegamento.

“Ci fecero ingoiare un suicidio inesistente”

Sterpin ha espresso dure critiche verso l’operato iniziale della Procura, accusandola di aver perso tempo e indirizzato l’indagine su una pista falsa:
“La Procura ha perso un anno e mezzo per tentare di farci ingoiare un’inesistenza. Un suicidio inesistente. Quello era un tentativo, è andato male”, ha affermato con fermezza.

Secondo lui, solo ora si sta facendo piena luce sulla verità:
“Finalmente è uscito che questo è un omicidio ed è giusto che la Procura indaghi come doveva fare da subito”, ha aggiunto, ringraziando l’attuale guida della Procura per l’impegno e il cambio di passo.

“Si potevano indagare anche altre persone”

Nel passaggio più critico, Sterpin ha suggerito che i sospetti non dovevano ricadere su una sola persona:
“Tre anni fa si poteva indagare mezza dozzina di persone, per non dire di più. Se c’è qualcuno su cui possono ricadere sospetti, è giusto approfondire”, ha dichiarato.

Parole che suonano come una richiesta di verità e giustizia, ma anche come un’amara riflessione sul tempo perso. L’iscrizione di Sebastiano Visintin nel registro degli indagati segna un nuovo punto di svolta nell’indagine sulla morte di Liliana Resinovich, e la reazione di Sterpin ne evidenzia l’impatto, non solo sul piano giudiziario ma anche umano e mediatico.

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