Capodanno da record a tavola: 2,7 miliardi spesi e milioni di italiani riuniti tra tradizione e convivialità
Il Capodanno 2026 si apre nel segno della convivialità e della tradizione, con una tavola che torna protagonista assoluta delle celebrazioni. Secondo le stime di Coldiretti e Ixe’, gli italiani hanno speso complessivamente circa 2,7 miliardi di euro per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, tra cenoni domestici e serate fuori casa.
Una cifra in crescita, che fotografa un Paese ancora fortemente legato al rito del cenone di San Silvestro, vissuto come momento di condivisione e socialità.
La maggioranza festeggia tra le mura di casa
Quasi 42 milioni di italiani hanno scelto di celebrare il Capodanno in casa, propria o di parenti e amici, con una media di sette commensali attorno alla tavola. Un dato che conferma come la dimensione domestica resti centrale nelle abitudini di fine anno, accompagnata da un budget medio in aumento del 7% rispetto all’anno precedente.
Accanto alla tradizione casalinga, non è mancata la voglia di uscire: il 16% degli italiani ha optato per ristoranti, locali o strutture dedicate ai festeggiamenti.
Agriturismi in crescita e offerte sempre più ricche
Tra le scelte fuori casa, spicca il ruolo degli agriturismi, che hanno registrato oltre 400mila presenze, in crescita del 5% rispetto allo scorso anno. Un risultato sostenuto dalla proposta sempre più articolata delle quasi 26mila strutture attive, capaci di unire cucina tradizionale, prodotti del territorio e atmosfere familiari.
Un segnale chiaro di come l’esperienza gastronomica legata alla ruralità continui ad attrarre un pubblico ampio e trasversale.
Spumante, lenticchie e riti che non tramontano
Con lo scoccare della mezzanotte, sono state stappate oltre 100 milioni di bottiglie di spumante italiano, confermandosi il simbolo per eccellenza del brindisi di Capodanno. Il cenone del 31 dicembre ha rappresentato anche il momento di massimo consumo per le lenticchie, alimento tradizionalmente associato al buon auspicio, insieme al cotechino.
In tavola non sono mancati i prodotti certificati, come il Cotechino e lo Zampone di Modena Igp, affiancati da preparazioni artigianali acquistate direttamente dagli allevatori, nelle aziende o nei mercati di Campagna Amica.
Accanto a questi, anche l’uva ha mantenuto il suo spazio come simbolo scaramantico, a conferma di un rito che continua a resistere al tempo.
La tavola come specchio del Paese
Il bilancio del Capodanno restituisce l’immagine di un’Italia che, pur cambiando, non rinuncia ai propri rituali. Tra spesa in crescita, prodotti identitari e voglia di stare insieme, la tavola resta il luogo in cui il nuovo anno prende forma, tra tradizione e speranza.
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