Caldo torrido in città, l'acqua fredda si riscalda nel bicchiere: lo sfogo furioso di un triestino assetato

Ore 18.00 di una domenica rovente. Le vie del centro bruciano sotto il sole implacabile di fine giugno e l’aria vibra tra i tavolini affollati di via Torino, dove residenti e turisti cercano sollievo tra ombrelloni e bibite. Ma per qualcuno, anche una semplice acqua minerale diventa la goccia che fa traboccare il bicchiere (bollente).
Un triestino esasperato ha raccontato in un post social quanto accaduto nel tardo pomeriggio:
“Ordini una minerale, mi raccomando bella fredda... e il povero cameriere te la porta pure fredda. Ma il tempo di versarla, e diventa calda!”
Il tono, sarcastico ma decisamente furioso, si conclude con un’espressione colorita che i triestini più veraci conoscono bene:
“Ora a chi mi dice che non c’è nulla di anormale e che è sempre stato così elargisco un sonoro: vimdtm!”
🥵 Il caldo da record trasforma anche i refrigeri in illusioni ottiche
Non siamo più alle solite lamentele da bar. L’acqua che si scalda nel bicchiere prima ancora di essere bevuta è il simbolo estremo di una temperatura che sfida la fisica e la pazienza umana. In città si toccano i 35 gradi percepiti, e anche il ghiaccio pare gettare la spugna.
“Certe giornate ti tolgono ogni dignità – commenta un altro cliente –. Bevi un sorso e ti sembra tè, solo che non è zuccherato e ti ha pure fatto pagare 3 euro e 50.”
🧊 Il dramma delle bevande al tempo dell’anticiclone
Mentre le autorità cittadine consigliano di bere molto e rimanere all’ombra, chi si avventura nei dehors triestini lotta contro un nemico invisibile: il tempo. I pochi secondi che separano la bottiglia dal bicchiere diventano un conto alla rovescia verso la delusione liquida.
Una situazione che solleva domande semiserie ma reali: l’acqua fredda è un diritto o un ricordo?
🌡️ Afa, nervi e ironia: la Trieste d’agosto anticipata a fine giugno
Il post virale del pomeriggio è solo l’ultimo di una lunga serie di sfoghi da calura estrema. In questi giorni, la città sta affrontando un’ondata di caldo che in tanti definiscono “inaccettabile”. E quando anche il refrigerio di un bicchiere d’acqua fallisce, la rabbia esplode tra sudore e sarcasmo.
Intanto, sotto i portici, i triestini più allenati stringono i denti: “Noi del ’56 queste robe le abbiamo già viste – mormora un anziano habitué – ma mai con così tanta sete”.
foto sebastiano visintin
Articoli correlati
CronacaRecuperato senza vita l'escursionista caduto sotto Torre Disteis nel gruppo del Jôf di Montasio
È stato recuperato senza vita l'escursionista caduto sul sentiero 663c che collega il Bivacco Suringar a Forca Disteis, nel gruppo del Jôf di Montasio. La persona, uomo, sulla sessantina, toscano, faceva parte di una comitiva di 13 escursio
Feste e concerti, Rebek: «Se rendiamo tutto gratuito non riconosciamo l’arte come un lavoro» (VIDEO)
DI SEGUITO IL VIDEO RIPRODUZIONE RISERVATA
CronacaTrieste investe sulla videosorveglianza, De Gavardo: «Fondamentale per deterrenza e indagini»
La videosorveglianza continuerà ad avere un ruolo centrale nelle politiche per la sicurezza del Comune di Trieste. Dopo il nuovo sistema realizzato a Roiano , gli investimenti interesseranno anche San Giacomo e la zona di Barriera . A sotto
CronacaTrieste, Dipiazza vuole chiudere nuove vie del centro alle auto: «Non vedo l’ora» (VIDEO)
Ridurre fortemente la presenza delle automobili nel centro di Trieste e utilizzare il Porto Vecchio come grande area dove lasciare i veicoli prima di raggiungere il cuore cittadino. È la prospettiva delineata dal sindaco Roberto Dipiazza ,
