sabato 5 settembre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
18/06 un tuffo in un mare di spettacoli (CONTINUATIVO)
Breaking
Grado, donna accusa un malore sull’isola di Barbana: soccorsa via mare dai Vigili del fuoco Idea Giuliana incontra i cittadini a Valmaura: «Rioni devono tornare al centro dell’attenzione» Consiglio Fvg. Ricominciano i lavori dopo la pausa estiva. Due giornate per la Quarta commissione "Alberi in scatola” a Trieste, Rifondazione contro Giunta: «Propaganda mal riuscita con soldi pubblici» Trieste, va al lavoro e trova “sorpresa” vicino a scooter: «Raccogliere costa davvero così tanta fatica?» Trieste, l’ANPS accoglie gli allievi agenti del 235° corso: «Benvenuti e in bocca al lupo» Rapine a donne sole, Paglia (PD): «Più agenti in strada, prevenzione e servizi contro dipendenze» Trieste, dopo il matrimonio restano coriandoli e cartine a terra: «No saria meio tornar a butar risi?» Sanità. Zalukar: "In Fvg mancano 500 infermieri, se ne vanno perchè poco pagati" Eventi: Riccardi, "lezione ed esempio di monsignor Faidutti" Monfalcone. Servizi funebri e cimiteriali: approvati nuovi criteri uniformi per la rateizzazione Electrolux. Conficoni (Pd): "Piano industriale non rispetta lavoratori" Intervento di soccorso in quota: escursionista padovano ferito vicino a Malga Ielma di Sopra Fedriga, "inaccettabile piano Electrolux da 463 esuberi a Porcia" Friuli Venezia Giulia, scuola al via il 14 settembre: oltre 128mila studenti tornano in classe Grado, donna accusa un malore sull’isola di Barbana: soccorsa via mare dai Vigili del fuoco Idea Giuliana incontra i cittadini a Valmaura: «Rioni devono tornare al centro dell’attenzione» Consiglio Fvg. Ricominciano i lavori dopo la pausa estiva. Due giornate per la Quarta commissione "Alberi in scatola” a Trieste, Rifondazione contro Giunta: «Propaganda mal riuscita con soldi pubblici» Trieste, va al lavoro e trova “sorpresa” vicino a scooter: «Raccogliere costa davvero così tanta fatica?» Trieste, l’ANPS accoglie gli allievi agenti del 235° corso: «Benvenuti e in bocca al lupo» Rapine a donne sole, Paglia (PD): «Più agenti in strada, prevenzione e servizi contro dipendenze» Trieste, dopo il matrimonio restano coriandoli e cartine a terra: «No saria meio tornar a butar risi?» Sanità. Zalukar: "In Fvg mancano 500 infermieri, se ne vanno perchè poco pagati" Eventi: Riccardi, "lezione ed esempio di monsignor Faidutti" Monfalcone. Servizi funebri e cimiteriali: approvati nuovi criteri uniformi per la rateizzazione Electrolux. Conficoni (Pd): "Piano industriale non rispetta lavoratori" Intervento di soccorso in quota: escursionista padovano ferito vicino a Malga Ielma di Sopra Fedriga, "inaccettabile piano Electrolux da 463 esuberi a Porcia" Friuli Venezia Giulia, scuola al via il 14 settembre: oltre 128mila studenti tornano in classe
Cronaca

Burro e formaggi venduti come “friulani”, sanzione da 67mila euro a un’azienda lattiero-casearia

redazione·
Burro e formaggi venduti come “friulani”, sanzione da 67mila euro a un’azienda lattiero-casearia

Un controllo dei Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Udine, con il supporto del Comando Provinciale, ha portato alla contestazione di pratiche ritenute ingannevoli nella presentazione e pubblicizzazione di alcuni prodotti di un’azienda lattiero-casearia dell’Alto Friuli.

Secondo quanto comunicato dai Carabinieri, nello stabilimento, nello spaccio vendita e sul sito internet dell’impresa sarebbero stati commercializzati burro e formaggi con denominazioni e richiami capaci di evocare una produzione montana e friulana, nonostante la provenienza degli ingredienti fosse diversa.

Burro con ingredienti provenienti da fuori regione

Nel caso del burro, i militari hanno rilevato una denominazione che richiamava la qualità di “montagna” e una comunicazione pubblicitaria collegata all’utilizzo di latte locale.

Secondo gli accertamenti, tuttavia, gli ingredienti sarebbero risultati di provenienza completamente extraregionale, con il latte, indicato come ingrediente primario, proveniente da allevamenti intensivi della Pianura Padana.

Un contrasto che, secondo i Carabinieri, avrebbe potuto indurre il consumatore a ritenere il prodotto legato alla filiera montana locale.

Formaggio con latte proveniente dai Paesi Bassi

Contestazioni anche per un formaggio la cui denominazione avrebbe evocato una tipica zona montana.

Gli accertamenti avrebbero invece evidenziato l’utilizzo di latte di origine completamente estera, proveniente da allevamenti dei Paesi Bassi e trasportato attraverso un intermediario francese.

Il contesto complessivo di vendita avrebbe avuto un peso rilevante nella valutazione.

Il richiamo a prati verdi e montagne

Secondo quanto riferito dai Carabinieri, lo spaccio aziendale si trovava in una zona montana e il sito internet utilizzava richiami ai pascoli, ai prati verdi e alle montagne del territorio.

Elementi che, considerati insieme alle denominazioni utilizzate, avrebbero potuto trasmettere al consumatore l’idea che burro e formaggi fossero realizzati con ingredienti friulani e appartenenti alla filiera montana locale.

Contestata la violazione delle norme europee

Ai rappresentanti dell’impresa è stata contestata la violazione dell’articolo 7 del Regolamento UE 1169/2011 relativo alle pratiche leali di informazione sugli alimenti.

La norma vieta che le informazioni fornite attraverso etichette, pubblicità o presentazione possano indurre in errore il consumatore sulle caratteristiche del prodotto, sulla composizione e sul luogo di origine.

Le sanzioni amministrative applicate ammontano complessivamente a circa 67mila euro.

Il peso del fatturato nella sanzione

Secondo quanto comunicato, nella quantificazione della sanzione è stato considerato anche il fatturato aziendale, pari a circa 5 milioni di euro.

Con l’entrata in vigore della legge 75/2026, per le infrazioni considerate più gravi la sanzione può arrivare fino al 3% del fatturato annuo dell’operatore, entro il limite massimo di 100mila euro.

Controlli a tutela dei consumatori

I Carabinieri ricordano che la normativa europea vieta informazioni false o fuorvianti su natura, identità, proprietà, composizione, quantità e origine degli alimenti.

L’attività rientra nei controlli svolti dal Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri per tutelare i consumatori, la correttezza delle informazioni commerciali, le filiere locali e i marchi europei collegati ai prodotti tipici.

Articoli correlati