“Bivacchi, rifiuti e falò vicino alla ciclabile”: la denuncia sulla zona tra via Almerigotti e Monfalcon

Un piccolo angolo verde riconquistato alla città, ora già ridotto a discarica e luogo di bivacco. È la denuncia accorata lanciata da una residente di Trieste, che ha voluto documentare con fotografie e parole lo stato di degrado del terreno tra la pista ciclabile e l’incrocio tra via Almerigotti e via Monfalcon.
Dopo anni di abbandono e incuria, l’area era stata finalmente ripulita, liberata da rovi e vegetazione fitta. Uno spazio verde che avrebbe potuto offrire un’occasione di socialità e ristoro per il quartiere. Ma il risultato, a pochi mesi di distanza, è ben diverso dalle aspettative. Come mostrano le immagini, la zona è ora invasa da spazzatura, bottiglie vuote, cartacce e resti di bivacchi, con tanto di falò improvvisato su un tappeto di cenere e pietre.
La rabbia della residente: «Luogo bellissimo, ora in mano agli incivili»
Nel suo post, la segnalante parla di un’occasione sprecata, puntando il dito contro chi ha trasformato il luogo in “una discarica a cielo aperto”. «Non bastavano i ragazzi del vicino liceo che lo riducevano a spazzatura, adesso fanno pure il falò per grigliare», scrive, sottolineando l’assenza di controlli e la totale indifferenza da parte di chi frequenta quotidianamente l’area.
Con tono amaro e ironico, la cittadina propone di non investire più denaro pubblico in una zona che, pur ripulita, viene sistematicamente vandalizzata, auspicando provocatoriamente un ritorno alla “foresta di rovi”, per renderla inutilizzabile da chi non sa rispettarla.
Uno sfogo che diventa denuncia pubblica
La segnalazione non è solo un lamento personale, ma una richiesta esplicita alle istituzioni locali affinché vengano intensificati i controlli e poste limitazioni all’uso scorretto degli spazi pubblici. Nonostante la zona sia frequentata anche da cittadini corretti e famiglie, l’azione di pochi incivili sta compromettendo l’intero contesto, rendendolo insicuro e indecoroso.
Lo stato della panchina mostrata in foto, sommersa da rifiuti, e l’improvvisato punto fuoco in mezzo alla radura, rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Il rischio è che le aree verdi cittadine, anche quelle riqualificate, tornino a essere terra di nessuno.
Articoli correlati
CronacaTrieste festeggia Gelatodamare: conquistati i Due Coni del Gambero Rosso
Un importante riconoscimento per una realtà del panorama artigianale cittadino. Gelatodamare, la gelateria di via Foschiatti 9, ha annunciato di aver ottenuto i Due Coni nella guida Gambero Rosso, uno dei principali riferimenti nazionali de
CronacaSquali, WWF: dal Golfo di Trieste un nuovo metodo per favorire la convivenza con l'uomo
Proteggere gli squali e le razze non significa soltanto salvaguardare specie a rischio di estinzione. Significa anche trovare soluzioni che permettano alle persone e alla fauna marina di condividere lo stesso mare. È questa la storia che, i
CronacaSoccorso Alpino FVG: quattro interventi in successione
Tra le 15.30 circa e le 17.30 circa ci sono state quattro attivazioni per le stazioni del soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia da parte della Sala operativa regionale emergenze sanitarie. La stazione di Udine è stata impegnata prima in
CronacaForte odore di gas dopo il pieno: paura a Pordenone, intervengono i Vigili del Fuoco
Questa mattina una squadra dei Vigili del Fuoco del comando di Pordenone unitamente al personale abilitato alla messa in sicurezza e bonifica dei serbatoi GPL della regione è intervenuta per una copiosa perdita di gas dal serbatoio un autov
