Bando affitti Ater, 2564 domande di famiglie triestine alla ricerca di un aiuto per affrontare le spese

Il bando contributi per l’affitto, chiuso il 24 maggio, in poco più di un mese ha raccolto 2564 domande presentate da famiglie triestine alla ricerca di un aiuto per affrontare le spese per i canoni di locazione versati a proprietari privati.
Il bando esclude, infatti, gli inquilini di alloggi di edilizia residenziale pubblica ed è una forma di sostegno per chi non ha la possibilità di accedere agli alloggi sociali.
Il bando è pubblicato dal Comune di Trieste per il quale Ater, in base a specifica Convenzione, raccoglie le domande e ne cura l'istruttoria; spetta al Comune, invece, la formulazione delle graduatorie.
Il bando contributi offre l’occasione per riflettere sulle sull’andamento della situazione socioeconomica delle famiglie residenti a Trieste e sulle variazioni nella loro composizione, rivelandosi un’utile prospettiva per valutare il livello del disagio abitativo in città.
Il numero delle domande è cresciuto esponenzialmente nel tempo e continua in questa direzione: basti pensare che nel 2014, il numero delle domande accolte superava di poco le 1300 unità e il 2024 registra un ulteriore +4% rispetto al bando 2023.
Oltre all’ incremento della domanda, da una prima analisi dei dati emerge una forte presenza di donne tra i titolari di contratti di affitto (49%) e di nuclei monoparentali tra le famiglie (27 %).
Tra i richiedenti, la fascia di età più rappresentata è quella tra i 36 e i 65 anni (60%), sebbene il bando confermi essere un valido aiuto anche per le famiglie under 36 (27%). È contenuto invece il numero degli over65 (13%), presumibilmente perché proprietari di un’abitazione oppure titolari di un alloggio Ater; a questo proposito, si ricorda che la metà dei titolari di alloggi di sovvenzionate è un anziano.
La cittadinanza dei richiedenti riflette i nuovi equilibri tra residenti italiani e stranieri: al 54% di italiani, si affiancano il 9% di cittadini comunitari e un complessivo 37% di cittadini extra UE presenti a vario titolo sul territorio, dei quali il 26% costituito dai cittadini extracomunitari che possiamo definire stanziali, in quanto soggiornanti in città da lungo termine in città. Di questi ultimi è varia la provenienza: oltre alla storica componente di origine slava, si registra un incremento dei nuclei familiari di origine asiatica (medio e lontano Oriente).
Il presidente di Ater Trieste, Riccardo Novacco, dichiara che “l’incremento della domanda certifica come sia venuto il momento di pensare a qualcosa di strutturale per la ‘fascia grigia’, cittadini che non riescono ad accendere all’edilizia sovvenzionata ma non possono nemmeno sostenere i canoni del mercato privato, una fascia che negli anni a venire non potrà che aumentare”.
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