Banda dei Rolex verso la totale sparizione, altri tre arresti. tutti e 3 albanesi: in totale una decina in carcere

Nella mattinata del 16 maggio scorso la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Trieste, nei confronti di cinque indagati di cui un cittadino italiano, tre albanesi ed uno svizzero.
Le misure sono scaturite all’esito dell’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Trieste, su delega della Procura della Repubblica giuliana nella persona del Sostituto Procuratore dott.ssa Baldovin, intrapresa a seguito di diverse rapine consumate nel territorio della Provincia di Trieste, volte all’impossessamento di orologi Rolex.
All’epoca, gli elementi raccolti all’esito delle investigazioni hanno permesso una precisa ricostruzione dei vari episodi delittuosi con la puntuale individuazione delle singole responsabilità, garantendo l’acquisizione al procedimento di numerosi elementi di prova a carico degli indagati.
Le indagini hanno avuto origine da una prima rapina commessa a Trieste alla fine del dicembre 2021, interessando poi ulteriori 5 episodi consumati con estrema violenza sulle vittime.
In una delle ultime rapine, uno degli indagati, travisato da un passamontagna, per impossessarsi del prezioso orologio indossato dalla vittima, lo minacciava con l’uso di una pistola affinché questi lo consegnasse e, alla reazione dell’uomo, esplodeva un colpo di pistola che raggiungeva al collo la vittima facendola cadere a terra sanguinante. L’aggressore gli sfilava quindi dal polso l’orologio.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, considerata la gravità dei fatti contestati ed il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di analoghi reati, emetteva misura cautelare in carcere a carico di 5 persone di cui un italiano, tre albanesi e uno svizzero. Gli arresti sono stati eseguiti in collaborazione con le polizie albanese e svizzera. Allo stato, uno dei tre soggetti albanesi destinatari di misura cautelare in carcere è tutt’ora irreperibile.
Una volta eseguite le misure custodiali e disarticolato il nucleo del gruppo criminale oggetto di indagine, il prosieguo delle investigazioni si è incentrato perlopiù sulla ricerca di ulteriori soggetti che potessero aver avuto un qualche ruolo nella consumazione delle varie rapine, nonché sull’identificazione di coloro i quali potessero aver ricettato i preziosi orologi oggetto delle rapine.
La analisi di tutto il materiale sequestrato in occasione degli arresti eseguita parallelamente ad una serie di attività tecniche autorizzate dalla competente A.G. ha consentito di evidenziare precise responsabilità penali a carico di ulteriori tre soggetti, tutti di etnia albanese, ritenuti aver preso parte ad alcune delle rapine contestate con particolare riguardo alle rapine perpetrate rispettivamente in data 23 dicembre 2021, 4 e 5 febbraio 2022.
L’attività ha inoltre consentito di identificare ulteriori due soggetti, anch’essi di etnia albanese, ritenuti responsabili di aver ricettato alcuni dei preziosi orologi provento di rapina.
Al termine delle investigazioni il G.I.P. del Tribunale di Trieste, su richiesta della locale Procura della Repubblica, condividendo le risultanze delle indagini, ha emesso tre misure cautelari in carcere nei confronti dei tre indagati di etnia albanese K.L. di anni 28 K.M. di anni 27 e L.K. di anni 23.
Le tre misure eseguite nella prima mattinata del 21 novembre in collaborazione con i colleghi delle Squadre Mobili di Pistoia e Monza e Brianza hanno permesso di trarre in arresto i soggetti ricercati, nonché di sequestrare materiale ritenuto utile alle indagini.
Nel medesimo contesto operativo, su delega della Procura delle Repubblica di Trieste, sono state inoltre eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti di ulteriori due soggetti anch’essi di etnia albanese, uno residente nella provincia di Monza e Brianza e l’altro a Trieste, ritenuti responsabili di aver ricettato alcuni dei preziosi orologi oggetto di rapina. All’esito delle attività di ricerca sono stati sequestrati alcuni apparecchi cellulari.
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