Ater Trieste protagonista in Eeuropa: “Serve edilizia pubblica più efficiente e inclusiva”
ATER Trieste porta la propria esperienza oltre i confini nazionali e si inserisce nel cuore del confronto europeo sulle politiche abitative. Il presidente Daniele Mosetti è intervenuto a Bruxelles nell’ambito di Housing Europe, la federazione che riunisce i principali operatori del social housing a livello internazionale.
Una presenza significativa che colloca Trieste tra le realtà attive nella riflessione sul futuro dell’edilizia residenziale pubblica, in un contesto sempre più complesso e in continua evoluzione.
Mosetti: “soluzioni sostenibili per affrontare le nuove fragilità”
Nel corso del suo intervento, Daniele Mosetti ha delineato con chiarezza le sfide attuali, legate a un quadro segnato da fragilità economiche e sociali, criticità sanitarie ed educative e dall’impatto crescente dei cambiamenti climatici.
Mosetti ha dichiarato: “in un contesto di fragilità economica, sociale, sanitaria ed educativa, aggravato dagli effetti del cambiamento climatico, riteniamo fondamentale adottare soluzioni semplici ed economicamente sostenibili per affrontare lo stress termico negli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.
Un approccio che punta a coniugare innovazione, sostenibilità e accessibilità.
Nanotecnologie e innovazione: le soluzioni sperimentate a Trieste
Tra le esperienze presentate, particolare attenzione è stata dedicata agli interventi di efficientamento energetico realizzati da ATER Trieste attraverso partenariati pubblico-privati e incentivi nazionali.
Mosetti ha evidenziato l’utilizzo di nanotecnologie applicate alle facciate degli edifici, capaci di ridurre l’adesione dello sporco, proteggere le superfici da batteri e virus e contribuire alla riduzione degli inquinanti atmosferici.
Soluzioni innovative che, grazie all’azione della luce, trasformano le sostanze nocive in composti non dannosi, migliorando la qualità ambientale urbana.
Il progetto Melara e la sfida del cambiamento climatico
Un altro punto centrale dell’intervento ha riguardato il percorso avviato con la Regione Friuli Venezia Giulia per la riqualificazione del complesso ATER di Melara.
Mosetti ha richiamato l’importanza di questo progetto, sottolineando come l’obiettivo sia quello di adattare il quartiere agli effetti del cambiamento climatico, attraverso interventi mirati alla riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento.
Tra le soluzioni previste figurano anche i giardini pensili, pensati per migliorare il microclima urbano e la qualità della vita degli abitanti.
Il ruolo dell’università e della ricerca
Nel suo intervento, Mosetti ha posto l’accento anche sulla collaborazione con l’Università di Trieste, ritenuta strategica per lo sviluppo di modelli abitativi innovativi.
Attraverso dottorati e progetti di ricerca, vengono analizzati temi come lo stress termico negli alloggi, l’utilizzo di ventilatori elettrici, l’elaborazione dei dati climatici e l’efficienza energetica degli edifici.
Un lavoro che unisce ricerca scientifica e applicazione concreta, con l’obiettivo di migliorare il benessere abitativo e promuovere uno sviluppo sostenibile.
Una visione europea per il futuro dell’abitare
In chiusura, Mosetti ha ribadito la visione di ATER Trieste, sottolineando: “attraverso progetti concreti, pianificazione strategica e collaborazione con il mondo accademico, vogliamo contribuire a una riflessione più ampia su come l’edilizia pubblica possa rispondere alle sfide climatiche e contrastare la povertà energetica”.
La partecipazione a Housing Europe rappresenta così un passaggio significativo per ATER Trieste, che porta nel contesto internazionale esperienze maturate sul territorio e rafforza il proprio impegno verso un modello abitativo sempre più sostenibile e inclusivo.
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