Aperitivo casalingo ai tempi del coronavirus via web, successo anche a Trieste
Sta riscuotendo grande successo e interessa anche a Trieste l'aperitivo casalingo ai tempi del coronavirus, il tutto ovviamente via web, whatsapp, skype e i programmi che vanno per la maggiore come le piattaforme zoom o teams.
Data l'impossibilità di uscire e la chiusura completa di tutti i bar e locali, i triestini non hanno voluto rinunciare al tradizionale aperitivo pre-cena, creando una sorta di "aperitivo 2.0", sorseggiando un drink o bevendo una bella birra fresca direttamente nel salotto di casa e parlando con gli amici via programmi social, ormai tutto supportato da multi chiamate, così da ricreare l'atmosfera di una tavolata da bar con più persone. Un modo simpatico per rimanere vicini, in contatto, parlare, nel rispetto delle leggi in vigore.
Articoli correlati
CronacaFriuli, la terra trema nella notte: sisma di magnitudo 3.3 in provincia di Udine
Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.3 è stata registrata nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 agosto 2026 in Friuli Venezia Giulia, con epicentro localizzato nei pressi di Amaro, in provincia di Udine. Il sisma si è verificato pr
CronacaTrieste, Giardino di San Michele: parte il percorso partecipato per costruire il futuro dello spazio
Il Giardino di San Michele si prepara a entrare in una nuova fase. La IV Circoscrizione del Comune di Trieste , attraverso la Commissione Partecipazione, avvierà infatti un percorso con residenti e associazioni del territorio per capire com
CronacaMatteo Lo Piccolo: “Dopo Dalla strada al palco su RaiUno cerco una firma artistica tutta mia” (VIDEO)
Dalla danza iniziata a cinque anni alla televisione nazionale, passando per l’operetta e un possibile nuovo progetto tra Roma e tournée teatrali. Matteo Lo Piccolo ha raccontato presente e futuro durante la diretta di Trieste Cafe alla Sagr
CronacaTrieste, Rebek: «A settembre arriva un po’ di freddo e per il triestino l’estate è finita» (VIDEO)
A Trieste la fine dell’estate non sarebbe determinata soltanto dal calendario, ma da una sorta di interruttore psicologico capace di scattare non appena arrivano vento e temperature più basse. È la provocatoria analisi proposta da Stefano R
