Animali maltrattati in un appartamento a Trieste: denunciato il proprietario

Secondo quanto riportato dalla stampa, due cani e un gatto sono stati trovati in una situazione di evidente sofferenza fisica, in condizioni igienico-sanitarie pessime e in evidente stato di denutrizione, chiusi in un bagno di un appartamento a Trieste. Dalle informazioni raccolte dai vicini, che hanno segnalato la cosa alle autorità, gli animali erano rimasti chiusi lì per circa due settimane senza nessun tipo di accudimento e i loro lamenti li hanno convinti a chiamare le forze dell’ordine. Il proprietario dell’appartamento si è “giustificato” dicendo che gli animali gli erano stati affidati da altre persone e lui era stato impegnato fuori città.
In relazione a quanto emerso, LNDC Animal Protection ha sporto formale denuncia alle autorità competenti per i reati di abbandono e maltrattamento di animali, ai sensi degli articoli 727 e 544-ter del codice penale.
“Doversi assentare da casa non è in alcun caso una giustificazione per lasciare degli animali in queste condizioni per un periodo di tempo prolungato. Questo comportamento non solo configura una grave violazione della legge, ma è anche la dimostrazione di una totale mancanza di sensibilità e responsabilità che non possiamo accettare in una società che si definisce civile”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
LNDC Animal Protection richiama l’attenzione sul fatto che l’abbandono degli animali è una pratica purtroppo ancora diffusa, spesso legata a superficialità, mancata pianificazione e insufficiente educazione alla relazione con gli animali domestici ma ricorda che è un reato.
“Questi animali sono stati salvati grazie ai vicini che hanno segnalato la situazione alle forze dell’ordine. Questo è un fattore di fondamentale importanza: se si è a conoscenza di animali che sono detenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere non bisogna girarsi dall’altra parte ma intervenire, contattando Polizia o Carabinieri e fornendo i maggiori dettagli possibili. Una telefonata o una e-mail può salvare una vita”, conclude Rosati.
(c.s. Ufficio Stampa LNDC Animal Protection)
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