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Cronaca

A Grado Goletta Verde e l'Università di Udine in azione con un drone marino per monitorare gli ecosistemi marini e costieri

redazione·
A Grado Goletta Verde e l'Università di Udine in azione con un drone marino per monitorare gli ecosistemi marini e costieri

Nel Mar Adriatico il monitoraggio ambientale degli ecosistemi marini e costieri trova un alleato prezioso nella tecnologia e nell’innovazione. A portare in primo piano il tema, con una dimostrazione pratica, è Goletta Verde di Legambiente che, insieme ai ricercatori dell’Università di Udine, oggi ha inaugurato il primo giorno di tappa della sua campagna in Friuli Venezia Giulia con una dimostrazione pratica aperta a tutti nel porto di Grado. In azione questa mattina un drone marino che ha scandagliato alcune zone del fondale ricco di vegetazione, in particolare di praterie di Cymodocea nodosa, molto diffuse nell’Alto Adriatico ma sempre più vulnerabili a causa della crisi climatica e della perdita di habitat. Il drone ne ha testato lo stato di salute, rilevando una popolazione di Cymodocea nodosa in espansione e in buone condizioni ecologiche. Dalle prime analisi fatte questa mattina emerge, quindi, un quadro apparentemente positivo per le fanerogame della laguna. Tuttavia, questo segnale va letto con cautela: la diffusione delle fanerogame si inserisce, infatti, in un più ampio processo di trasformazione dell’ambiente lagunare, legato alla marinizzazione della laguna e ai cambiamenti climatici e globali, indicando un cambiamento ecologico profondo e potenzialmente preoccupante, che necessita di essere seguito.  

Il drone rientra tra le tecnologie sviluppate nell'ambito del progetto di cooperazione territoriale Interreg Italia-Croazia BRIGANTINE, dedicate al monitoraggio ambientale e alla conservazione della biodiversità marina, e di cui l’Università di Udine è partner insieme ad altri enti di ricerca. Nel corso della mattinata sono state anche utilizzate delle imbarcazioni autonome di superficie (ASV - Autonomous Surface Vehicles), strumenti innovativi capaci di raccogliere dati ambientali in modo efficiente e sostenibile, con il supporto di UniUd Sailing Lab, barca laboratorio dell’Università di Udine e parte del progetto.   “Le tecnologie digitali e non invasive – dichiara Stefano Raimondi, portavoce nazionale di Goletta Verde e responsabile nazionale biodiversità di Legambiente- sono un ausilio fondamentale per conoscere e pianificare le azioni per la salvaguardia di flora e fauna a rischio e raccogliere dati sempre più precisi sullo stato di salute di questi ecosistemi monitorandone l’evoluzione nel tempo. 

La dimostrazione fatta oggi con Goletta Verde e l’Università di Udine ne è la prova tangibile. Bisogna, però, ricordare che la tecnologia non può risolvere tutti i problemi, è un’alleata preziosa, ma accanto a lei occorre mettere in campo interventi e politiche concrete finalizzate alla tutela e alla valorizzazione della natura. Per questo lanciamo un appello ai decisori politici ricordando come il Mar Mediterraneo, a partire dal Mar Adriatico, si stia facendo sempre più caldo, sia sempre più a rischio di perdita di habitat e a sovrasfruttamento delle risorse ittiche richiedendo, pertanto, un indispensabile rafforzamento delle politiche di tutela e ripristino degli ecosistemi marini. Proteggere il mare significa investire nel futuro delle comunità costiere, della pesca sostenibile e della resilienza dei territori agli effetti della crisi climatica”.  

A tal riguardo il decennio 2020-2030, arrivato ormai al termine, è decisivo per cambiare passo e mettere al centro davvero la difesa della natura, a partire da quella del mare e dell’ecosistema marino”.   “L’esperienza maturata nell’ambito del progetto BRIGANTINE – dichiara prof Sabina Susmel coordinatrice di progetto dell’Università di Udine (lead partner) - dimostra come l’integrazione tra piattaforme autonome, sensoristica multiparametrica e tecnologie multispettrali rappresenti uno strumento efficace per il monitoraggio ambientale degli ecosistemi marini e costieri. La possibilità di acquisire simultaneamente dati biologici, chimici e fisici consente una comprensione più approfondita dei processi ecologici che regolano gli habitat sommersi, supportando attività di ricerca, conservazione e gestione sostenibile delle risorse marine. Allo stesso tempo, la modularità della piattaforma e la trasferibilità dei sensori permettono di estendere l’applicazione della tecnologia a differenti contesti ambientali, favorendo la raccolta di dati standardizzati e comparabili nel tempo e nello spazio”.  

 FOCUS DATI 2025: Durante l’estate del 2025 è stata testata per la prima volta l’affidabilità di questa strumentazione per valutare lo stato ecologico degli ecosistemi sommersi. Le indagini si sono concentrate sulle praterie di Cymodocea nodosa, una fanerogama marina ampiamente diffusa nel Mediterraneo, in tre aree dell’Alto Adriatico: la laguna di Grado e Marano (Friuli Venezia Giulia); la laguna di Šćuza (Croazia); la riviera del Conero (Marche). Dalle immagini raccolte, spiega l’Università di Udine, sono stati calcolati specifici indici vegetazionali, parametri che combinano le informazioni provenienti dalle diverse bande di luce e consentono di valutare lo stato di salute delle piante, evidenziando eventuali segnali di stress o degrado. I risultati hanno permesso di distinguere tra praterie continue e ben strutturate e praterie discontinue, caratterizzate da una copertura più frammentata. Le praterie continue hanno mostrato caratteristiche riconducibili a una strategia conservativa: le piante investono maggiormente nel mantenimento dei tessuti e nell’uso efficiente delle risorse, risultando più resistenti alle perturbazioni ambientali e capaci di persistere nel tempo. Le praterie discontinue, al contrario, hanno evidenziato una strategia acquisitiva, orientata a una crescita più rapida e a un maggiore sfruttamento delle risorse disponibili. Sebbene questa strategia favorisca una veloce espansione in condizioni favorevoli, rende le piante più vulnerabili agli eventi di stress e contribuisce a una maggiore instabilità della prateria. Ad ulteriore conferma della validità della tecnologia sviluppata, i dati ottenuti attraverso l’analisi multispettrale sono risultati coerenti con quelli raccolti mediante i metodi tradizionali, basati sul campionamento della vegetazione e successive analisi di laboratorio, procedure generalmente più lunghe e laboriose.  

 Focus Mar Adriatico, oggi pomeriggio incontro pubblico: La dimostrazione di questa mattina, che ha visto in azione Goletta Verde e l’Università di Udine, è stata anche l’occasione per aprire una prima riflessione sul Mar Adriatico, a cui sarà dedicato l’incontro pubblico dal titolo “Il destino del mare in Alto Adriatico: un ecosistema e un'economia a rischio, in programma oggi pomeriggio alle ore 17.30 presso il Museo nazionale di archeologia subacquea dell'Alto Adriatico, Via dei Provveditori n. 14. L’Adriatico, sottolinea Goletta Verde, è sempre più minacciato dalla crisi climatica. Nel giugno 2025 ha registrato una temperatura media della superficie di circa 24,1°C in maniera quasi uniforme ad eccezione della porzione più orientale lungo le coste che vanno dal Montenegro all’Albania dove le temperature della superficie dell’acqua sono state sensibilmente meno calde. È, inoltre, un mare in grande sofferenza con il 90% degli stock ittici sovrasfruttati e un’area intensamente sfruttata dalla pesca a strascico e dalle reti da posta per via delle sue caratteristiche, fondi molli e privi di asperità. C’è poi la questione delle catture accidentali o accessorie – il cosiddetto bycatch – della pesca professionale, che interessa specie vulnerabili e talvolta a rischio d’estinzione e quindi protette da Convenzioni Internazionali, e che costituiscono un danno economico per i pescatori, i cui attrezzi di pesca possono essere danneggiati a causa di queste interazioni. 

Prossimi appuntamenti con Goletta Verde in Friuli Venezia Giulia: Domani martedì 16 giugno alle ore 9.30 fino alle ore 11.00, nell’area verde di fronte a Goletta, ci saranno i laboratori didattici rivolti ai ragazzi/e dal titolo “Alla Scoperta del Mare”. A seguire alle ore 11.30 a bordo di Goletta Verde (ormeggiata presso il Mandracchio) la conferenza di presentazione dei dati di monitoraggiodelle acque lungo le coste del Friuli Venezia Giulia.   

 

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