13 milioni di ricavi non dichiarati: la guardia di fina sequestra a un noto imprenditore triestino oltre 1,5 milioni

Alla conclusione delle indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste, è stato recentemente eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni immobili, mobili e valori per un importo complessivo di oltre un milione e mezzo di euro nei confronti di un imprenditore residente nel capoluogo giuliano, indagato per i reati di omessa dichiarazione (ex art. 5 del D. Lgs. n. 74/00) ed auto-riciclaggio (ex art. 648 ter 1 c.p.).
Il provvedimento ablatorio, emesso dall’Ufficio del Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Trieste su richiesta del Pubblico Ministero competente, trae origine nella scoperta di una rilevante evasione fiscale posta in essere dall’amministratore di due aziende attive in città, in vari punti vendita, nel commercio di prodotti e accessori per l’ottica. Le stesse, pur avendo formalmente predisposto e aggiornato l’impianto contabile, avevano, tuttavia, sistematicamente omesso di presentare le prescritte dichiarazioni fiscali per gli anni dal 2020 al 2023, non dichiarando ricavi conseguiti per 13 milioni di euro con conseguente evasione della pertinente IRPEF e IRES.
Tali condotte, ben lungi dall’ascriversi a crisi di liquidità e/o altre problematiche di natura squisitamente imprenditoriali, sono apparse riconducibili alla volontà di non adempiere ai prescritti obblighi di contribuzione pubblica cui soggiacciono tutti i contribuenti (aziende e persone fisiche) con l’Amministrazione Finanziaria, difatti, i riscontri investigativi accertavano che, oltre ad avere scientemente omesso la presentazione delle dichiarazioni, l’imprenditore indagato contestualmente utilizzasse le somme di denaro provento dell’evasione fiscale per plurimi acquisti ed investimenti aventi “uso personale” tra cui una abitazione residenziale in una rinomata area turistica triestina, una collezione di 14 orologi “Rolex” e 2 autovetture di grossa cilindrata.
Nel corso delle operazioni di perquisizione, sono stati inoltre rinvenuti 27 mila euro (in banconote da 100 e 200 euro) che sono stati anch’essi sottoposti a vincolo cautelare.
In ossequio alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188 si evidenzia che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
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