Trieste al centro del dialogo sull’Artico: il simposio Alpino unisce esercito, scienza e innovazione

La Sala Rappresentanza del Palazzo della Regione Friuli-Venezia Giulia ha ospitato nel pomeriggio del 13 novembre 2025 uno degli appuntamenti più significativi della Settimana Alpina di Trieste: il simposio promosso dal Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, dedicato al tema “Artico: esplorare le opportunità del grande freddo”. Un incontro ad alta densità di contenuti, in cui mondo militare, ricerca scientifica e sistema produttivo si sono confrontati sulle immense sfide – e potenzialità – legate ai contesti estremi e alla trasformazione delle regioni polari.
L’obiettivo: unire competenze per capire come cambia il Nord del mondo
Il simposio ha messo al centro le questioni strategiche, ambientali e operative connesse all’Artico, un’area decisiva per il futuro del pianeta ma anche per l’evoluzione delle operazioni militari, specialmente in termini di pianificazione, navigazione, logistica e capacità di adattamento a condizioni estreme.
A portare i saluti istituzionali è stata Ketty Segatti, in rappresentanza dell’assessore regionale Alessia Rosolen, aprendo i lavori moderati dalla giornalista scientifica Simona Regina.
Il riscaldamento dell’Artico: un allarme che corre più veloce del resto del pianeta
Il primo intervento è stato affidato al climatologo Filippo Giorgi (ICTP), che ha illustrato il fenomeno del feedback artico, responsabile dell’accelerazione del riscaldamento nelle regioni polari. Giorgi ha richiamato le recenti anomalie termiche registrate con aumenti di decine di gradi, sottolineando l’impatto ambientale e geopolitico di processi ormai sempre più rapidi.
IA, satelliti e droni: come cambia la cartografia delle regioni polari
Il contributo di Michele Rebesco (OGS) ha portato l’attenzione sulla cartografia automatizzata resa possibile dall’intelligenza artificiale. Immagini satellitari, rilievi da drone e modelli digitali consentono infatti di mappare con precisione estrema le evoluzioni del ghiaccio, le variazioni morfologiche e i processi erosivi, rivoluzionando la conoscenza dell’Artico.
Deglaciazione e rischi ambientali: i sensori raccontano come muta il terreno
La “deglaciazione” è stata approfondita dal tecnologo Antonio Bratus (OGS), che ha presentato sensori in situ e tecniche di telerilevamento per monitorare variazioni termiche, idrologiche e meccaniche. Dati fondamentali per valutare gli impatti su infrastrutture, ecosistemi e stabilità del territorio.
Navigare senza satelliti: le strategie per i contesti estremi
L’ultimo intervento tecnico è stato affidato a Giuliana Rossi, vicedirettrice della sezione di geofisica dell’OGS, che ha illustrato metodologie alternative alla navigazione tradizionale in caso di assenza o degrado dei sistemi satellitari: sensori inerziali, riferimenti terrestri e modelli geofisici sono gli strumenti di un futuro in cui l’affidabilità delle tecnologie diventa cruciale nei teatri operativi.
Risi e Di Somma: “L’Artico è una sfida militare, scientifica e geopolitica”
Le conclusioni sono state affidate alla direttrice dell’OGS Paola Del Negro, al comandante delle Truppe Alpine Michele Risi e al Presidente del Comitato Artico, generale Carlo Di Somma.
Risi ha evidenziato il ruolo crescente del Centro Addestramento Alpino come partner delle missioni scientifiche in alta quota e nelle regioni polari, con un rapporto sempre più simbiotico tra ricerca e forze armate, impegnate a operare in ambienti che diventano sempre più decisivi nelle dinamiche geopolitiche globali.
Di Somma ha ricordato il recente convegno sull’Artico tenutosi a Roma, sottolineando la nascita di una governance nazionale dedicata, con il coinvolgimento di ministeri, difesa, ricerca e settore produttivo. Un percorso che punta a unire risorse, competenze e tecnologie per affrontare le sfide che l’Artico pone al Paese.
Un incontro, quello di Trieste, che ha mostrato ancora una volta quanto il tema del “grande freddo” sia in realtà uno dei più caldi del nostro tempo.
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