Baskin a Trieste con Trieste All-In: lo sport diventa un’esperienza di squadra senza barriere! (VIDEO)

Lo sport come strumento di inclusione e crescita sociale: è questo il cuore del progetto di Trieste All-In, la nuova squadra di baskin nata per permettere a tutti, indipendentemente dalle proprie abilità, di giocare insieme.
La presidente Michela Santarossa ha raccontato la nascita e gli obiettivi dell’associazione durante una trasmissione condotta da Luca Marsi, spiegando il valore di questa disciplina sportiva e le sfide affrontate per realizzare un progetto così ambizioso.
Un nome che dice tutto: inclusione senza barriere
Il nome della squadra ha un significato profondo: “All-In” sta per “All Inclusive”, un chiaro riferimento alla volontà di creare un ambiente aperto a tutti, senza distinzioni di età, sesso o abilità fisiche.
“Trieste All-In significa tutto incluso, inclusione totale, senza distinzioni. Il nostro obiettivo è permettere a chiunque di giocare, dai normodotati alle persone con disabilità, che siano fisiche, intellettive o sensoriali”, ha spiegato Santarossa.
“Abbiamo capito che c’era una necessità, che molte persone volevano partecipare e rendere l’inclusione uno dei valori fondamentali della società. Il baskin è il mezzo perfetto per farlo”.
Un progetto che nasce dall’esperienza e dalla passione
Trieste All-In nasce dalla volontà di un gruppo di amici e famiglie con una lunga esperienza nel baskin, che hanno deciso di portare a Trieste una nuova realtà sportiva più organizzata e strutturata.
“C’erano già realtà consolidate, ma abbiamo visto che c’era bisogno di fare ancora di più. Il nostro obiettivo è portare avanti un progetto strutturato e ben organizzato per dare ancora più entusiasmo a questa disciplina”, ha sottolineato Santarossa.
“Abbiamo avuto una reazione incredibile: in meno di un mese abbiamo già avuto 40 iscritti, tra atleti, staff, allenatori, volontari e tutor. Non siamo solo una squadra, siamo una comunità”.
Il gruppo ha ricevuto il supporto di educatori, preparatori atletici e volontari per garantire un percorso di crescita a 360 gradi, non solo sportivo, ma anche sociale.
“Il nostro non è solo un progetto sportivo, ma anche un’iniziativa sociale. Vogliamo creare relazioni tra famiglie, associazioni, istituzioni, per sviluppare occasioni di inclusione sempre più concrete”.
Non solo sport: il sogno di una società più inclusiva
Trieste All-In non si limita al solo baskin, ma vuole essere un punto di riferimento per progetti di inclusione attraverso lo sport, puntando a espandere le collaborazioni e creare nuove opportunità per tutti.
“Non ci fermiamo solo al baskin. Vogliamo essere un mezzo per collaborare con altre associazioni che già operano nel territorio con grande impegno e generosità. La nostra missione è contribuire al benessere umano”.
Il progetto ha già ricevuto grande supporto dalla comunità triestina, con diverse associazioni e società sportive che hanno offerto spazi e risorse per avviare le attività.
“Nonostante le difficoltà nel trovare palestre disponibili, abbiamo ricevuto un aiuto incredibile. Società come la Sokol di Aurisina e Borgo Grotta ci hanno dato una mano fondamentale per poter iniziare. Questo ci ha fatto capire che stiamo andando nella direzione giusta”.
Anche il supporto delle aziende e delle donazioni private ha permesso alla squadra di partire con le risorse necessarie.
“Non si tratta solo di contributi economici, ma di un vero e proprio coinvolgimento. Le persone vogliono far parte di questo progetto, condividere i nostri valori e aiutarci a crescere”.
I valori del baskin: più di un semplice sport
Rispetto al basket tradizionale, il baskin ha delle regole specifiche per permettere a tutti di giocare in modo equo e partecipativo.
“Il baskin insegna valori fondamentali: inclusione, equità, rispetto, benessere e collaborazione. Sono i cinque pilastri su cui basiamo tutto il nostro impegno”.
“Chiunque può giocare, ognuno con le proprie capacità. Non è un gioco assistenzialista, ma un’opportunità per tutti di mettere in campo le proprie qualità e migliorarsi”.
“Le persone con disabilità migliorano le loro relazioni, mentre chi è normodotato impara a vedere le differenze come un valore aggiunto, non come un limite”.
Per Trieste All-In, lo sport è educazione, e per questo motivo l’associazione punta a coinvolgere sempre più giovani in un percorso di cittadinanza attiva e partecipazione.
“Abbiamo molti ragazzi e giovani che si stanno avvicinando al progetto. Per loro è un’esperienza formativa importante: imparano a impegnarsi, a guardare il mondo con occhi diversi e a essere cittadini più attivi e responsabili”.
Il futuro di Trieste All-In: partenza col botto e sogni in grande
L’obiettivo della squadra non è solo quello di partecipare ai campionati di baskin, ma di crescere e diventare un punto di riferimento per l’inclusione sportiva a Trieste.
“Quest’anno siamo partiti in ritardo rispetto all’inizio del campionato, quindi non ci siamo potuti iscrivere, ma abbiamo già programmato tante amichevoli e un lungo percorso di crescita”.
“Siamo ambiziosi e vogliamo portare qualcosa di importante a Trieste. Il nostro obiettivo è essere un riferimento per il territorio e continuare a espandere il progetto”.
Grazie al supporto della Fondazione Monticolo Foti, la squadra ha potuto partire con gli strumenti giusti per realizzare questa sfida ambiziosa.
“Il nostro sogno è portare avanti un progetto che non si fermi solo ai risultati sportivi, ma che abbia un impatto concreto nella società. Vogliamo una crescita a livello sportivo, ma soprattutto sociale”.
DI SEGUITO IL VIDEO
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