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Alla Lovat presentata "La storia del calcio in 50 ritratti" di Paolo Condò

Luca Marsi·

Giovedì 19 settembre 2019, alla Libreria Lovat di Trieste, il giornalista sportivo triestino Paolo Condò ha presentato, con l’intervento del direttore de “Il Piccolo” Enrico Grazioli, il suo ultimo libro “La storia del calcio in 50 ritratti”, Centauria Edizioni, 2019, 160 pp., € 19,90. Introducendo Paolo Condò, il direttore Grazioli ha affermato che «fare giornalismo sportivo non è semplice come possa sembrare. Paolo ha iniziato al Piccolo e ne sono orgoglioso, proseguendo alla Gazzetta dello Sport, giornale che ha unito e che unisce ancora oggi la competenza alla popolarità. Per la Gazzetta hanno scritto giornalisti che sono riusciti a dare un loro tocco personale e tra questi inserisco anche Paolo Condò». L’autore ha esordito dicendo che «un libro così si fa perché all’interno della storia del calcio hai bisogno di facce. Il primo criterio per la scelta dei personaggi è stato senz’altro quello della forza ma ho inserito anche protagonisti della storia del calcio, tecnicamente meno preparati, come ad esempio Jean-Marc Bosman che con il suo ricorso ha condotto alla famosa sentenza del 1995 che ha modificato radicalmente la normativa sul trasferimento dei calciatori. Un altro calciatore che si è distinto per popolarità, entrando nella storia del calcio, è stato inoltre David Beckham». «Scegliere – prosegue – è stato un lavoro di geopolitica. Quando ho steso la prima lista i personaggi erano 130 e ciò mi ha tolto il sonno». L’autore ha effettuato la sua scelta ma ha avuto anche un’idea geniale, quella di inserire alla fine del volume due pagine bianche per consentire al lettore di stilare la propria personale classifica dei 50 ritratti; ciò porterà ad un’intensa quanto interessante discussione tra amici. Numerosi sono stati gli aneddoti riportati da Condò, che si è riallacciato alla differenza del rapporto tra media e società sportive, tra i giornalisti della sua generazione e di quella odierna: lui ha girato il mondo ed ha avuto modo di seguire gli allenamenti e di coltivare un rapporto di amicizia con i giocatori e gli allenatori che permane tuttora; al giorno d’oggi ciò è praticamente impossibile. Ai giornalisti difficilmente è consentito seguire gli allenamenti e parlare con i giocatori. La sua proposta è quindi quella di aprire alla stampa una giornata di allenamento in modo da consolidare i rapporti tra società, giocatori e giornalisti. Proseguendo nella discussione, Condò ha dichiarato che «il calcio è un’arte, che non dipende solamente dai piedi ma anche dalla testa». «Ricordo l’arte nel ritratto di Cristiano Ronaldo – ha continuato – per il quale la mia ammirazione è massima ma per me è il numero due in quanto metto Messi al primo posto. Ronaldo è altresì la massima espressione nella fase di applicazione e di allenamento». Salutando Mauro Milanese e Massimo Pavanel, Paolo Condò ha parlato della sua amata Unione affermando che: «l’ottima partita amichevole disputata con la Juventus ha creato forse qualche aspettativa di troppo ma anche la consapevolezza di essere una grande squadra. Altri hanno avuto un periodo di crisi, simile a quello attuale della Triestina, ma tutti ne sono usciti fuori. La squadra deve essere consapevole delle proprie possibilità e mantenersi umile. Ripartendo da ciò la strada sarà ricca di fiori». Con l’occasione Mauro Milanese ha consegnato al giornalista sportivo una maglia personalizzata, che Condò ha promesso di indossare, in una trasmissione Sky, in caso di promozione della squadra in serie B. Alla fine dell’incontro l’autore, oltre ai numerosi presenti, ha voluto ringraziare in particolare il direttore Enrico Grazioli, che ha avuto modo di conoscere attraverso i suoi editoriali. «Enrico ha affrontato Trieste ed ha fatto in modo che il giornale incida sulla vita della città e sul suo sviluppo in senso lato. Teniamocelo stretto perché un direttore di qualità è un tesoro per la città». BRUNO PASINI

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