Trieste, la movida divide: "Mezz'ora in più di musica può cambiare la città" (VIDEO)

La movida di Trieste torna al centro del dibattito: tra regolamenti, turismo e qualità della vita cresce la richiesta di rivedere gli orari della musica nei locali, soprattutto durante la settimana. Il confronto si è sviluppato nel corso della trasmissione condotta da Luca Marsi, dove dj e operatori del settore, Miguel Selekta, Ricky Ottolino (Dj) e Stefano Rebek hanno commentato le dichiarazioni del vicesindaco Serena Tonel sul regolamento comunale che disciplina la movida cittadina.
Una mezz'ora che può fare la differenza
Il punto centrale della discussione riguarda gli orari entro i quali i locali possono diffondere musica all'esterno. Attualmente, dal lunedì al giovedì, la musica deve terminare alle 22.30, un limite che secondo gli ospiti penalizza sia gli esercenti sia chi desidera vivere il centro cittadino nelle ore serali.
Secondo quanto emerso durante il confronto, proprio quella mezz'ora in più potrebbe rappresentare una differenza significativa. Con il caldo estivo e con un numero crescente di turisti che escono dopo cena, molti iniziano la serata proprio quando la musica è ormai costretta a spegnersi.
Il punto di vista del Comune
Nel servizio trasmesso durante la puntata, il vicesindaco Serena Tonel ha spiegato come l'attuale regolamento rappresenti un equilibrio tra esigenze differenti.
Da una parte vi sono gli esercenti e chi desidera trascorrere momenti di svago; dall'altra i residenti e i turisti che soggiornano negli alberghi, ai quali deve essere garantito il diritto al riposo e al decoro urbano.
L'amministrazione ritiene inoltre importante incentivare investimenti in locali dotati di licenza di pubblico spettacolo, strutture pensate proprio per ospitare musica e intrattenimento con adeguati sistemi di insonorizzazione e sicurezza.
Turismo e città universitaria
Nel corso della trasmissione è stato sottolineato come Trieste stia vivendo una crescente vocazione turistica e universitaria.
Secondo gli ospiti, chi arriva in città per vacanza o per studio tende a vivere gli spazi pubblici nelle ore serali e difficilmente conclude la propria giornata entro le 22.30. Per questo motivo viene ritenuto necessario individuare un equilibrio che consenta ai locali di offrire intrattenimento senza compromettere il diritto al riposo dei residenti.
Il confronto resta aperto
Il dibattito ha evidenziato come nessuno degli interventi chieda un'estensione indiscriminata degli orari o una movida senza regole. Al contrario, il tema emerso è quello della ricerca di un punto di equilibrio tra qualità della vita, sviluppo economico, turismo e possibilità di offrire occasioni di aggregazione.
Una riflessione destinata probabilmente a proseguire anche nei prossimi mesi, mentre Trieste continua a interrogarsi su quale modello di città voglia costruire per il proprio futuro.
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