Spiegel pesantissimo contro Giorgia Meloni: 'Neofascista, ha combattuto l'Ue, detesta la Germania'
"L'erede di Mussolini" è il titolo di un reportage su Giorgia Meloni, pubblicato oggi sul sito del settimanale tedesco Spiegel e firmato da Roma da Frank Hornig. Il sottotitolo del pezzo recita "neofascista, ha combattuto l'UE e detesta la Germania". "Al popolare Mario Draghi potrebbe seguire una donna che divide l'Italia", scrive Hornig, secondo cui Meloni si presenta da anni come "donna del popolo contro i potenti rappresentanti dell'establishment", ma ora ha scelto un volto più rassicurante e "quando parla di bilancio dello Stato, riforme, alleanze europee e transatlantiche, sembra più simile a Merkel che a Le Pen. Chi è questa donna?". Il reportage, tra le altre cose, ricostruisce l'ingresso della giovane Meloni nell'Msi, anche tramite alcuni ricordi del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Hornig scrive anche che il padre di Meloni "era un comunista, il che potrebbe spiegare l'odio di Meloni per tutti i membri della sinistra" e che "quando Meloni bussò alla porta del partito a Roma, il Msi perseguiva ancora l'obiettivo di instaurare il 'fascismo del 2000'". In seguito, quando ha fondato Fratelli d'Italia, Meloni ha scelto "la fiamma dell'Msi neofascista per il logo del partito, un riferimento a Mussolini". Viene inoltre sottolineato come Meloni abbia fatto un video in inglese, francese e spagnolo per rassicurare i partner internazionali sulle proprie politiche, ma non in tedesco, forse perché la leader di FdI "nella sua autobiografia dichiara un 'certo disgusto per la Germania'". Secondo Spiegel, ora il dilemma di Meloni sarebbe che "deve rivolgersi a un pubblico ampio. Non deve deludere la base, che è stata incitata nel corso degli anni, e allo stesso tempo non può permettersi di spaventare il centro politico del Paese." Il reportage racconta diversi punti dei recenti posizionamenti di Meloni, ad esempio sull'Ue, ma cita poi anche l'intervento di giugno di Meloni a Marbella, in Spagna, davanti ai sostenitori di Vox. L'articolo scrive che in quel momento "Meloni non sapeva ancora che Draghi sarebbe caduto solo cinque settimane dopo e che la sua successione sarebbe stata alla sua portata. Senza filtri, quel giorno recitò ancora una volta il suo programma di rabbia" che sarebbe fatto di "posizioni antieuropee, razziste, sessiste e fondamentaliste". Sul passato del suo movimento, l'articolo scrive che "la stessa Meloni elogia 'Dio, Patria, Famiglia' - il motto della dittatura mussoliniana - come 'il più bel manifesto d'amore'" e che "da giovane ha definito il Duce 'un buon politico'." Su un possibile governo Meloni, Hornig cita ambienti della "politica e diplomazia tedesca e dell'Europa occidentale" secondo cui "se Meloni vincerà, si troverà stretta nelle istituzioni e si renderà conto che non andrà da nessuna parte con esperimenti populisti di destra", ma poi commenta che questa potrebbe essere una speranza "un po' ingenua". (ANSA). YLM-YLM
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