Scopre in bus la perdita di un caro, l'autista ferma il bus e la consola e una passeggera le offre dell'acqua
Di seguito l'episodio raccontanto dal responsabile comunicazione di Trieste Trasporti
La vita è fatta di risate ma anche di lacrime. Oggi voglio condividere con voi una storia fatta di lacrime. L’episodio è di qualche sera fa. Linea 20, via Carducci, sono da poco passate le 19:00.
A bordo siamo in tre, più l’autista. D’un tratto sento singhiozzare. Mi volto e vedo una donna in lacrime. È in fondo all’autobus. Sembra disperata. Ha il cellulare in mano e piange.
Alla fermata di largo Barriera il bus si ferma e non riparte. L’autista esce dalla cabina di guida. È un ragazzo giovane, con l’accento del sud, ha la voce e lo sguardo dolci.
Chiede alla donna: “Va tutto bene? Ha bisogno di aiuto?”. La donna smette di singhiozzare, chiede scusa agli altri passeggeri. “Mi dispiace”, le dice l’autista. “Mi dispiace davvero. Cosa posso fare per aiutarla?”.
La donna risponde di aver da poco saputo della morte di un suo caro. Mi commuovo, non riesco a trattenere le lacrime. Una passeggera offre dell’acqua alla donna, poi la corsa prosegue. In viale D’Annunzio la donna scende, ma prima ringrazia l’autista e gli altri passeggeri. Lo racconto ora e mi emoziono ancora.
Su quel bus si è creata una piccola magia. Per quanto distanti, era come se fossimo tutti abbracciati l’uno all’altro. Restiamo umani. Restiamolo sempre.
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