“Pseudo turismo, Trieste impoverita”: lo sfogo del lettore “prezzi fuori controllo, affitti spariti”

Il turismo cresce, ma una parte della città non festeggia. Anzi: si sente schiacciata. È il senso della segnalazione arrivata alla redazione da un lettore triestino che, con tono amaro e diretto, descrive un fenomeno sempre più discusso: l’aumento della pressione turistica, secondo lui, non avrebbe portato benessere diffuso, ma un incremento del costo della vita e un peggioramento concreto per la maggioranza dei residenti.
“Come ampiamente previsto questo pseudo turismo ha solo impoverito il 90 per cento della città”, scrive. Un’espressione dura, che apre una riflessione sempre più frequente tra chi vive Trieste ogni giorno: chi guadagna davvero dall’aumento dei flussi? E chi invece si ritrova a pagare il conto?
Affitti introvabili: “si affitta solo ai turisti”
Tra i temi più sensibili c’è quello della casa. Il lettore parla senza mezzi termini di una situazione diventata insostenibile: “gli affitti non esistono più, si affitta solo a turisti”.
Un problema che, nella percezione di chi scrive, avrebbe trasformato il mercato immobiliare: i residenti restano ai margini, mentre l’offerta viene dirottata verso l’affitto breve.
Non solo. Nel messaggio compare anche un riferimento che accende inevitabilmente la polemica: “spesso in nero”. Un’accusa che fotografa un sentimento diffuso, quello di un sistema che, secondo alcuni, si muoverebbe in parte fuori controllo, con ricadute pesanti su chi cerca un’abitazione stabile.
Prezzi alle stelle: “ristoranti e pizzerie fuori controllo”
Lo sfogo prosegue sul costo della vita e, in particolare, sul tema della ristorazione. Il lettore denuncia prezzi diventati eccessivi: “ristorante, pizzeria sono fuori controllo”.
E porta un esempio concreto che rende subito l’idea: “per una famiglia è impossibile andar fuori anche solo a mangiare una pizza: in 4 ci vogliono almeno 80 euro”.
Un numero che colpisce, perché trasforma un gesto semplice, un’uscita in pizzeria, in un lusso. E quando il lusso diventa quotidianità negata, si crea frustrazione sociale: è questo, sostanzialmente, il cuore del messaggio.
Supermercati e carovita: “aumenti da un giorno all’altro”
Non c’è solo la movida o il centro. Secondo il lettore la pressione è ovunque: “i supermercati continuano ad aumentare i prezzi (da un giorno all’altro)”.
Una frase che racconta il sentimento di incertezza, di instabilità e di perdita di controllo sulle spese più basilari. Un conto è pagare di più per un aperitivo turistico, un altro è vedere salire i prezzi dei beni essenziali.
“Il turismo arricchisce pochi, la città paga”
Il giudizio finale del lettore è netto: “il turismo è servito solo ad arricchire queste attività grandi”. E aggiunge una nota che sposta la questione sul piano identitario e sociale: “spesso in mano a stranieri o altro”.
Un passaggio delicato, ma che esprime il senso di distanza tra chi trae beneficio economico dal boom e chi invece vive solo la parte negativa: rincari, difficoltà, affitti introvabili.
Per questo il messaggio si chiude con un’accusa politica precisa: “la politica si vanta del turismo, ma non pensa al 90 per cento che ci rimette”.
E l’ultima frase è una fotografia emotiva di questo malessere: “povera Trieste”.
Foto di repertorio
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