La Russa si arrabbia: 'Basta, non parlerò più di fatti storici ma solo di attualità'
"Basta, mi sono stancato. D'ora in poi non parlerò più di fatti storici, solo di attualità, e mi aspetto che mi si giudichi su quello che faccio e dico su temi di attualità, non sul passato del quale, semmai, parlerò con gli storici e non con i giornalisti. Quindi non fatemi più domande su queste cose perché non rispondo". Lo dice in un colloquio con il Corriere della Sera il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che non si aspettava la bufera dopo la sua intervista al podcast di Libero Quotidiano con il condirettore Pietro Senaldi, durante la quale aveva parlato un pò di tutto, anche "aprendo in qualche modo alle adozioni gay, e non è scontato da un esponente della destra come me. Ho detto che io preferisco le adozioni di coppie eterosessuali ma anche che si può trovare magari un punto d'incontro. Era proprio un'occasione per dialogare". "E invece - aggiunge - tutti si attaccano a una parola, la mistificano, fanno gli indignati, parte uno e tutti pronti col il trenino di dichiarazioni dietro, come i bambini alle elementari... Io non ho mai detto 'atto ignobile' su via Rasella. Ci furono anche processi, ci sono studi su quell'azione, ma appunto basta, non mi va di parlare più di queste cose. Perché la verità è che le opposizioni montano casi sul nulla". "Mi dispiace - prosegue - se Ruth Dureghello, che io stimo e apprezzo, ci è rimasta male. Forse avrei potuto specificare meglio che si trattava effettivamente di nazisti, quello sì, ma mi pareva una cosa ovvia. Però in effetti potevo essere più preciso su quello. Ma la mia intenzione era proprio spegnere la polemica assurda che si era creata sulle parole della Meloni, non attizzarla. Perché se avessi voluto su via Rasella avrei detto ben altro...". "Che appunto - aggiunge - ce ne sono stati di ben più gloriosi di atti della Resistenza, come il sacrificio di Salvo D'Acquisto, che si consegnò ai nazisti senza aver fatto nulla solo per salvare la vita a cittadini innocenti. E avrei potuto ricordare che a via Rasella non fu uno scontro a fuoco faccia a faccia con i nazisti: si trattava di un battaglione che tornava in caserma colpito con una bomba, e morirono anche due passanti innocenti, italiani... Eppure mica le ho dette queste cose, proprio perché non volevo si creassero problemi, volevo chiuderli. Io che la storia la conosco ne citerei altri di atti gloriosi...". "Loro vogliono solo montare polemica su cose di 70 anni fa, anziché giudicarmi per come faccio il mio lavoro", sottolinea La Russa, che alla domanda se sarà presente alle celebrazioni del 25 aprile, risponde: "Non l'ho mai detto. Ho detto che ci sono stato in passato ma adesso non dico più niente. Quello che farò lo saprete il 22, 23 aprile, non prima, sarà una sorpresa...". (ITALPRESS). vbo/r
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