La depressione in gravidanza mette a rischio cuore neomamme
Soffrire di depressione durante la gravidanza potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiovascolari negli anni immediatamente successivi al parto: infatti, secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the American Heart Association, donne a cui era stata diagnosticata la depressione durante la gravidanza avevano maggiori probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare entro due anni dal parto rispetto alle neomamme senza depressione. Lo studio è stato condotto da esperti del Baylor College of Medicine e Texas Children's Hospital di Houston. Diversi studi hanno documentato gli effetti negativi della depressione sulla salute cardiovascolare nella popolazione generale: gli uomini e le donne depressi hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiache più avanti nella vita e ricerche precedenti hanno rilevato che circa il 20% delle donne (una su 5) sperimenta la depressione durante la gravidanza. Lo studio si basa sull'analisi dei dati del Maine Health Data Organization's All Payer Claims Database per oltre 100.000 donne che hanno partorito nel Maine tra il 2007 e il 2019. I ricercatori hanno stimato il rischio di sviluppare sei principali condizioni cardiovascolari - insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica, aritmia/arresto cardiaco, cardiomiopatia, ictus e ipertensione - entro due anni dal parto. L'analisi ha rilevato che il rischio cuore complessivo entro due anni dal parto era significativamente più alto per le donne con depressione rispetto a quelle senza. In particolare la depressione prenatale si associa a un rischio maggiore dell'83% di cardiopatia ischemica (problemi causati dal restringimento delle arterie cardiache che forniscono sangue al muscolo cardiaco); a un rischio maggiore del 60% di aritmia/arresto cardiaco; a un rischio maggiore del 61% di cardiomiopatia; e a un rischio maggiore del 32% di ipertensione. "Raccomandiamo a chiunque abbia ricevuto una diagnosi di depressione prenatale di essere consapevole delle implicazioni sulla salute cardiovascolare a lungo termine, di fare uno screening di altri fattori di rischio e di consultarsi con il proprio medico di base per attuare strategie di prevenzione delle malattie cardiovascolari", sottolineano gli autori. "Dovrebbero inoltre sottoporsi a uno screening per il diabete di tipo 2 e il colesterolo alto, e attuare un regime di esercizio fisico, una dieta sana e smettere di fumare". (ANSA). Y27-COI
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